A questo blog manca un bel pezzo della mia vita perchĂ© ho oziato troppo e mi sono affaccendata poco. Lo stile del blog è cambiato tipo quattro volte in due giorni, ma il suo contenuto devo dire che è parecchio statico. Ecco, alla faccia dell’autocritica.Non ho scritto per un bel po’ e cercherò di rimediare col tempo. Intanto parto dalla fine, e da Vaniglia. E’ arrivata questa mattina nella mia nuova casa e sembra si trovi bene. Le sue lucine sono tutte colorate e ogni tanto mi avverte di ciò che accade nel mondo. E’ giĂ sposata, quindi non provate a rimorchiarla. Accetta solo messaggi gentili, cordiali e amici. Suo marito si chiama Macchiaztag (è quel tipo in cima a questo blog). Lui parla spesso, ogni tanto canta e, a volte, manda messaggi romantici a Vaniglia. Vaniglia ogni tanto fa tai-chi e parla a vanvera per farsi notare da tutti quelli che le passano davanti. Smorfiosa che non è altro.
Parlando di smorfiose passerei alla seconda femmina di casa. Si chiama Grace, è nata il 5 aprile ed è rossa (o almeno lo sta diventando) e anche lei è fidanzata. Lui si chiama Will, ha 4 anni e proprio un maschione, ormai, non lo è piĂą. Sì, si chiamano Will&Grace e sono una coppia fantastica. O meglio, lo sono da quando lui ha deciso che gli andava bene ritrovarsi per casa una rossa, rompipalle, del segno dell’ariete. C’è da dire che lei è davvero bella e quidi Will, il bellissimo Will, non ha fatto molta fatica. Qualcuno, il mio qualcuno, tempo fa ha giĂ scritto di loro e della terza donna di casa.
Insomma, ora siamo in sei: Vaniglia e Macchiaztag, Will e Grace, un uomo e una donna.
Una telefonata può salvarti la vita.
Beh, se prima non te la distrugge il cellulare.
Devo ammettere che l’aggiornamento di questo blog nell’ultimo periodo è stato piuttosto lento, ma credo proprio che le cose cambieranno.
Ora ho 27 anni e a diversi giorni di distanza dalla data del mio compleanno è finalmente arrivato un gran bel regalo nella mia vita.
Ho atteso tanto, ma ne è valsa la pena.
Dopo 27 anni, dopo ben 5 anni di relazione con un altro è arrivato.
Lui. Bello, luminoso, veloce e potente.
Lui che sa le lingue, mi fa divertire, mi porta al cinema e mi fa sentire sempre buona musica.
Lui che ama scattarmi tante foto.
Lui che è felice quando telefono ai miei genitori.
Non si stanca subito e soprattutto viene sempre con me.
Come l’altro, ma LUI è meglio.
Ora sono certa che sarò molto più affaccendata e mi dedicherò molto di più al mio ozio preferito: scrivere!
A volte i rapporti sono un po’ come le connessioni ad internet.
Immaginate: ognuno ha il suo bel computer da connettere alla rete e lo può fare in vari modi. C’è chi ha una linea più veloce, chi ancora si connette con un vecchio modem “perché tanto va bene lo stesso”, c’è l’adsl o addirittura la fibra ottica e infine c’è chi naviga wireless, a volte collegandosi a reti altrui.
Ci si connette tutti a quel tutto che poi non è altro che il mondo delle relazioni. Come varie sono le connessioni e chiunque è libero di scegliere il contratto che preferisce, così vari sono i rapporti e i modi per connettersi agli altri.
Da qualche mese io e le mie coinquiline abbiamo una linea wireless, ma da subito ci ha assalito un dubbio: inseriamo una password tutta per noi o lasciamo la nostra rete aperta a tutti?
La questione è tutta qui. Altro che “essere o non essere”, oggi il problema è “password o non password” perché sia per internet che per i rapporti tutto sta in quella parolina magica.
Quando si conosce qualcuno è come se nel nostro corpo scattasse un meccanismo simile alla connessione ad internet.
Gli occhi di chi abbiamo davanti ci segnalano se c’è una rete, ma è molto difficile capire subito se è stata inserita una password e soprattutto: quanto sarà difficile connettersi alla rete di chi si ha davanti?
Se si riesce ad entrare nella rete dell’altro, poi, si può partire con la prima connessione, il momento della scoperta: ci si scruta, si scopre l’home page di ognuno e poi si cerca di capire quali siano i link ad altre persone o ad altri aspetti del proprio personalissimo sito-carattere.
Detto così sembra facile, ma ovviamente non lo è.
Quando ti connetti con il tuo bel computer ad internet se un sito non ti convince torni indietro oppure c’è l’ antivirus che ti avverte, ancor prima di sbagliare, se quel sito ti creerà dei problemi; nella vita invece nessuno ti avverte e non sai mai finché non ci caschi dentro se stai sbagliando, se le tue sensazioni sono davvero giuste o se hai preso una cantonata.
A volte vorrei fosse tutto facile nei rapporti ma poi, da buon ossimoro, preferisco le relazioni in cui devo scervellarmi per scoprire quale sia la password, voglio capire da sola la combinazione giusta.
Ognuno di noi è libero di scegliere come condividere la propria rete.
Ci sono quelli che sono sempre aperti, anche quando già condividono con qualcuno la propria. Sono i più “pericolosi”.
Ci sono quelli che invece rimangono legati alla propria password, inarrivabili e difficili da sbloccare.
E poi ci sono quelli che pur avendo sempre la password inserita al momento giusto sanno aprirsi, farsi vedere da chi li cerca, per poi richiudersi con chi hanno scelto.
E voi che scegliete: password o non password?
(anche su Grazia)

