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OzioAffaccendato

“Lo scrivere è un ozio affaccendato” Goethe

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Questo post è un semplice avviso per tutti quelli che sono curiosi di capire cosa abbia scritto.
Non so dirvi quanto sia emozionata. E non saprò dirvelo fino a che tutto non sarà finito.
Ad ogni modo oggi, 10 febbraio 2010, alle 18:30, presso la libreria Feltrinelli di C.so Buenos Aires 33 a Milano, si terrà la prima presentazione del mio primo libro “Due cuori e un fornello (convivenza con cucina)”, edito da Kowalski.
A farmi compagnia, costretti a presentarmi come degna ricompensa della mia pazienza in tutti gli anni di redazione a Condor, ci saranno Luca Sofri e Matteo Bordone.

Cliccate qui per visualizzare l’evento in Facebook, qui per la fan page, o qui per il blog ufficiale.

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apr-4-2009

SabatoNotte tanto tempo fa

Posted by Ilaria Mazzarotta under Accadde, accade e accadrà, Ozio personale

Ho ritrovato questo post e mi ha fatto un po’ tenerezza. Era il 3 giugno di due anni fa, sono passati davvero tanti mesi dal quel giorno e la mia vita è completamente cambiata, anche se alcuni punti fissi sono rimasti e ne sono davvero felice.

Scrivevo così:
“Sabato notte. Milano. Piove, piove tanto. Ricomincia, finalmente, SabatonotteGianluca Neri e Simone Tolomelli chiacchierano in penombra accompagnati dal ticchettio della pioggia, catturata dal microfono sul terrazzo. Parole, letture, storie e buona musica. Io sono qui, come capita spesso. Una piacevole costante, ogni giorno più piacevole. Direi…
Ascolto.Scrivo. Bevo Coca Cola e fumo qualche sigaretta. E’ una serata di quelle che vorresti trascorrere proprio quando piove, a Milano. Ovunque. Sono le serate che a me piacciono, quando la compagnia è buona tutto passa più leggero. Come questa leggera pioggia di giugno che porta via il caldo dei giorni passati e racconta, tra le gocce, l’arrivo dell’estate.
Domani si parte per Roma. Un paio di giorni. Buonanotte. Buon Sabatonotte.”
Questa notte è ancora Sabatonotte, in una stanza a pochi metri da me ci sono i miei amici Matteo Bordone e Simone Tolomelli e il mio uomo Gianluca Neri. Il divano su cui sono seduta ora, distrutta dal Fish&Chips e dalla pastiera napoletana che ho preparato per una cena tra amici, è lo stesso di due anni fa solo che ora è il mio divano, quello dove mi addormento la domenica tra le braccia dell’uomo sopracitato.
Ho il computer che trasmette Radionation, con un po’ di ritardo arrivano le voci dei ragazzi: questo Sabatonotte è dedicato a loro, o meglio è tutto loro. E così mi ritrovo qui da sola, per non disturbare il testosterone che vaga nello studio, a pensare al bene che voglio a quelle voci che escono dal mio computer. A distanza di due anni sono ancora qui, “abbottata” di felicità.

Nei prossimi giorni la Signorina Fiamma, il mio alter ego culinario, racconterà di quello che ha cucinato questa sera, con tanto di foto. Se siete curiosi andate qui.

Buonanotte. Buon Sabatonotte.

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mag-25-2008

Towel Day 2008

Posted by Ilaria Mazzarotta under Accadde, accade e accadrà

Ilaria e il suo asciugamano

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mag-22-2008

Giornate così

Posted by Ilaria Mazzarotta under Ozio personale, Uncategorized

Una giornata orrenda.
Piove, forse no.
C’è il sole, forse no.
Mi devo mettere gli occhiali da sole, ma anche no.
Mi danno un fastidio queste giornate un po’ così.
Mi innervosisco parecchio!

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apr-7-2008

Taaaag!

Posted by Ilaria Mazzarotta under Ozio personale

L’altro giorno ho costretto il mio uomo a cambiare per l’ennesima volta la grafica di questo blog. Un blog sul quale peraltro non scrivo molto spesso, come mi rimproverano in molti (oggi anche pubblicamente, che figuraccia).

Ora la grafica mi piace molto: è rossa come me, c’è il mio Ugo bello piazzato sul divano e poi ci sono io, tanto ormai lo sanno tutti che faccia ho (con tutti, ovviamente, intendo chi mi conosce e i pochi che passano su questo blog). Chi, poi, non lo sapesse almeno si toglie la curiosità. A volte, anzi la maggior parte del tempo, sul mio volto è stampato un bel sorriso, ma la foto l’ha scelta sempre l’uomo di cui sopra e dice che graficamente rende di più. Forse ha ragione.

Nel mettere in ordine la colonna di destra ho chiesto (sempre a lui) di inserire come widget la Tag Cloud (ho detto già troppe parole da uomo/nerd e me ne vergogno quasi). Io le tag ho cominciato ad inserirle da pochissimo, anche perché non ne comprendevo (comprendo) l’utilità.

Lui: «Fatto! La TagCloud è inserita, ora aggiorniamo la pagina così la vedi»

Mela R (questo non è un temine da uomo/nerd, ma da “MACchista” che ha imparato alcuni comandi per usare velocemente la tastiera).

Io: «Aaah! Ma sono così romanocentrica?»

La mia tagcloud è pazzesca: aborto, amicizia, automobili, bambini, calcio, cartoons, condor, lazio, libri, ROMA, treno, tv, viaggi.

Semplicemente orrenda. Ho deciso così di rimediare a tutto in un colpo solo: aggiungo un po’ di tag a casaccio in questo post, ne raddoppio qualcuna e “taaac” finalmente la nuvoletta assume una forma quantomeno decente.

Tra pochi secondi avrò una bellissima tag cloud (e nessuno potrà più rendersi conto di come era fino a poco fa) e un post in più.

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giu-3-2007

La mia Notte…di Sabato

Posted by Ilaria Mazzarotta under Parole&Musica

Sabato notte. Milano. Piove, piove tanto.
Ricomincia, finalmente, Sabatonotte.
Gianluca Neri
e Simone Tolomelli chiacchierano in penombra accompagnati dal ticchettio della pioggia, catturata dal microfono sul terrazzo.
Parole, letture, storie e buona musica.
Io sono qui, come capita spesso. Una piacevole costante, ogni giorno più piacevole. Direi…
Ascolto.Scrivo. Bevo Coca Cola e fumo qualche sigaretta.
E’ una serata di quelle che vorresti trascorrere proprio quando piove, a Milano. Ovunque.
Sono le serate che a me piacciono, quando la compagnia è buona tutto passa più leggero. Come questa leggera pioggia di maggio che porta via il caldo dei giorni passati e racconta, tra le gocce, l’arrivo dell’estate.
Domani si parte per Roma. Un paio di giorni.
Buonanotte.
Buon Sabatonotte.

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mag-31-2007

Io lo sospettavo

Posted by Ilaria Mazzarotta under Accadde, accade e accadrà

Da quando sono a Milano faccio sempre tanta fatica ad alzarmi. Sono sempre stata una gran pigrona, questo è vero, però qui è proprio un’altra cosa. Ho sonno. Sarà la bicicletta, saranno le coinquiline, sarà l’aria.
Sì ecco, l’aria. E’ diversa.
A parte che credo mi sia venuta una sorta di lieve allergia da quando sono qui, in più però sento proprio un odore diverso. Io pensavo che queste polveri sottili fossero un dramma per la salute, soprattutto nella grigia Milano.
Invece non è così, Repubblica e il CNR me ne hanno dato la conferma oggi.
Leggete qui.
Ecco perchè ero molto più allegra e sveglia a Roma.
Era l’aria che sapeva di c…asa.
Era l’aria dell’università che era piena di ma…gia.
Io sono sempre stata lontana da queste cose ma è così: non si può mai stare tranquilli.
C’è sempre qualcosa che cerca di “tirarti su”, anche quando non lo vuoi.

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mag-31-2007

Anziani sulla pista ciclabile

Posted by Ilaria Mazzarotta under Ozio personale

Se anche voi, voi che avete superato tanti cicli di “anta” (50, 60, 70…), sì parlo a voi. Se anche voi volete fare delle belle passeggiate intorno al Parco Sempione, come me che invece sto andando a lavoro facendo il vostro stesso tragitto, allora potreste, per favore, camminare sui sentieri predisposti appositamente per i pedoni. Perchè se state camminando sulla pista ciclabile e non mi sentite quando suono il campanello potrebbe essere un problema. Quindi: o vi rivolgete alla Amplifon e altre ditte simili o andate a fare un giro sul prato. Io vi ho avvertito, poi se vi prendo in pieno non è colpa mia, ma vostra.
SORDI!

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apr-18-2007

Er core…è de Roma

Posted by Ilaria Mazzarotta under Ozio personale

Da quando abito a Milano e frequento la gente di Milano e, soprattutto, frequentando davvero tanto una persona di MIiano ho sfoderato una serie di frasi “alla romana” che neanche io pensavo di conoscere. Diventando, se possibile, ancora di più una romana doc.
Non so perchè, ma sono convinta che l’unico modo per vivere al meglio questa città sia proprio essere di Roma, e soprattutto rimanere romani dentro.
La mia teoria è che quando uno viene da fuori Milano, magari dalla provincia oppure da piccole città tenda ad essere risucchiato dalla moda, dagli aperitivi, dal design e dai milanesi con il loro ritmo assurdo e i loro tempi sempre troppo svegli.
A Roma ci sono i tempi morti.
Le pause.
Abbiamo una città che ci vive intorno, che respira. Una città a cui batte il cuore al ritmo di quello di chi la abita.
Roma detta i tempi. Milano se li fa dettare.
Milano soffre. La guardo, la giro con i miei tempi e capisco che ha voglia di vivere a modo suo solo che i milanesi non le danno il tempo.
Ecco allora che arrivano i romani.
Li riconosci perchè non vedono l’ora, orgogliosamente, di mostrare ad ogni milanese di essere DE ROMA.
Io stessa quando salgo in taxi trovo sempre il modo per far capire al “tassinaro” che sono di Roma con frasi del tipo: «Non conosco bene la strada, sa io sono romana». Oppure al giornalaio chiedo: «Potrei avere la Repubblica?». Lo faccio scandendo bene ogni lettera, mentre accanto un signore tutto incravattato chiede il “Corrieeere” con quella “e” strascicata e noiosa.
Nonostante tutto però questa città mi piace, molto, e sono stufa di sentirmi chiedere: «Come ti trovi a Milano?».
Non voglio sembrare eccessiva, ma in cuor mio credo che solo un romano possa capire cosa voglia dire essere romani. E solo un romano a Milano può capire cosa può darti questa città, se la guardi bene.
Roma ti insegna come vuole essere letta.
Non puoi fare a meno di guardarla, scoprirla e curiosare tra le sue strade.
Questo insegnamento te lo porti poi fuori dalle mura romane e scopri le città per come sono, e non per come le vivono i loro abitanti.
Le città così non sono più simboli, ma luoghi.
E dire che io neanche sono romana da generazioni, anzi: ho una mamma di origine toscana e un papà mezzo irlandese, il cane poi è inglesissimo ( anche se a volte vorrebbe dire Ahò).
Non ho avuto nonne che cucinassero la domenica i carciofi o la trippa.
Non ho avuto nonni che mi insegnassero cosa volesse dire essere romanisti.
Ho avuto però un nonno toscano, quello me lo ricordo, che amava le poesie di Trilussa e me le scandiva ogni volta.
Ho una mamma toscana appassionata di calcio e politica che cantava “Grazie Roma” nell’82 (avevo 2 anni, ma la sentivo urlare di gioia).
Ho un papà romano di nascita che mi ha fatto scoprire i tetti di Roma guardando la città col naso in sù e mi portava al Gianicolo a sentire il cannone sparare a mezzogiorno.
Credo sia proprio grazie a Milano che ho riscoperto Roma, e viceversa.
Ho ritrovato il piacere di sentire le battute dei film di Verdone, i modi di dire, le frasi che a Roma avrei trovato “troppo romanacce” e che oggi mi accompagnano ironicamente come segno di appartenenza a una città che non stanca mai (a differenza di Milano), che ti sa amare e odiare perchè sa farsi amare e odiare, una città nella quale nessuno ti chiederà: «E tu, che vieni da Milano, ti trovi bene a Roma?». Perchè a Roma ci si sta e basta.
Roma è come un bel vestito: magari quando lo compri ti sta preciso, quasi stretto, ma poi cede (s’allarga ti direbbero i commessi romani) e ti sa abbracciare.
Così siamo noi romani, io almeno mi sento così.
Perchè alla fine tutti cediamo, ma non tutti sanno abbracciare con un cuore che, ovunque tu sia, batte “aunisono” (direbbe un dei personaggi di Verdone in “Un sacco bello”) cor core de Roma.

p.s. Ora tocca a Milano. Deve farsi scoprire come vuole essere. Ho già qualche guida e spero sappiano insegnarmi come è “davero” questa Milano

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