L’altro giorno ho costretto il mio uomo a cambiare per l’ennesima volta la grafica di questo blog. Un blog sul quale peraltro non scrivo molto spesso, come mi rimproverano in molti (oggi anche pubblicamente, che figuraccia).
Ora la grafica mi piace molto: è rossa come me, c’è il mio Ugo bello piazzato sul divano e poi ci sono io, tanto ormai lo sanno tutti che faccia ho (con tutti, ovviamente, intendo chi mi conosce e i pochi che passano su questo blog). Chi, poi, non lo sapesse almeno si toglie la curiosità. A volte, anzi la maggior parte del tempo, sul mio volto è stampato un bel sorriso, ma la foto l’ha scelta sempre l’uomo di cui sopra e dice che graficamente rende di più. Forse ha ragione.
Nel mettere in ordine la colonna di destra ho chiesto (sempre a lui) di inserire come widget la Tag Cloud (ho detto già troppe parole da uomo/nerd e me ne vergogno quasi). Io le tag ho cominciato ad inserirle da pochissimo, anche perché non ne comprendevo (comprendo) l’utilità.
Lui: «Fatto! La TagCloud è inserita, ora aggiorniamo la pagina così la vedi»
Mela R (questo non è un temine da uomo/nerd, ma da “MACchista” che ha imparato alcuni comandi per usare velocemente la tastiera).
Io: «Aaah! Ma sono così romanocentrica?»
La mia tagcloud è pazzesca: aborto, amicizia, automobili, bambini, calcio, cartoons, condor, lazio, libri, ROMA, treno, tv, viaggi.
Semplicemente orrenda. Ho deciso così di rimediare a tutto in un colpo solo: aggiungo un po’ di tag a casaccio in questo post, ne raddoppio qualcuna e “taaac” finalmente la nuvoletta assume una forma quantomeno decente.
Tra pochi secondi avrò una bellissima tag cloud (e nessuno potrà più rendersi conto di come era fino a poco fa) e un post in più.

