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OzioAffaccendato

“Lo scrivere è un ozio affaccendato” Goethe

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Nov-29-2007

Pel di carota

Posted by Ilaria Mazzarotta under Scritti da altri

La Donna Rossa, secondo Giustina.

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Ott-25-2007

E’ che sono pigra. Una donna pigra.

Posted by Ilaria Mazzarotta under Ozio personale

Sono stufa di dover aspettare di trovare un po’ di tempo per scrivere un bel post, con cura.
Non che ora stia per scrivere una cosa proprio “tanto per”, ma sinceramente questo è più uno sfogo che altro. Non mi sento proprio una donna quando, come oggi, capita che non abbia la minima idea di dove comprare delle scarpe e una borsa.
Il punto è che io di solito giro e rigiro e poi, quando passo davanti ad una vetrina, se l’accessorio in questione mi cattura gli occhi all’istante, vado e lo compro.
A Roma so sempre dove andare a secondo di quello che mi serve, qui (a Milano), invece, a meno che non si tratti di fantastiche ballerine di cui sono ormai piena e che compro solo alle Colonne di San Lorenzo da Mauro Giuli, non so proprio dove andare.
Per cui, lo so che non scrivo da tempo su questo mio spazietto privato e so perfettamente che avrei molte più cose da dire e ritagli di mente da mettere per iscritto: legati alla mia vita, a quello che sento intorno a me, a quello che mi accade o che semplicemente accade. E parlo soprattutto di cose accadute, da luglio ad oggi, che avrei voluto raccontare, ma non ci sono ancora riuscita. Pigra che non sono altro.
Ora però non ho davvero tempo.
Tra meno di mezz’ora inizia un’altra puntata di Condor 2.0, dopo devo andare a vedere un appartamento per un’amica e poi vado a cercare queste benedette scarpe. Speriamo che l’amica in questione mi sappia consigliare.
Un’idea ce l’ho, poi se qualcuno passando qui volesse darmi un consiglio ben venga.
Vi dico solo che il colore base del vestito è nero, poi ci sono piccoli accenni di: arancio, lilla e fuxia.
Io pensavo a “questa” con il fiocco arancio. Vediamo se la trovo.
Se Milano è davvero la città della moda, come può fare una non-fashion victim?
Semplice: diventa vittima per un giorno, un’ottima soluzione indolore.
Prada, arrivo!

Mar-27-2007

Perchè il nero sfina!

Posted by Ilaria Mazzarotta under Accadde, accade e accadrà

Gira che ti rigira, casco sempre in una di quelle notizie “sensazionali” che vengono pubblicate sui siti dei nostri maggiori quotidiani. Notizie fondamentali per la nostra esistenza come questa: «Nel guardaroba femminile spopola il nero. Un sondaggio su internet rivela: più del 40% dei capi appesi negli armadi sono di questo colore.»
Ma dai? Tu pensa.
C’era pure bisogno di fare un sondaggio su questo tema.
Le donne vengono cresciute con la fissazione che il nero sfina e il bianco ingrassa.
Abbiamo ascoltato, per anni, le madri, le zie e altre parenti di sesso femminile dire, davanti all’ennesima replica di “Colazione da Tiffany”: «Guarda com’è fine Audrey Hepburn con quei tubini neri.»
No! Il punto è che lei era fine pure nuda o con uno scafandro.
Tornando alla notiziona di oggi oserei dire che il risultato del sondaggio è piuttosto scontato.
Poi ovviamente c’è sempre l’eccezione che conferma la regola: cioè Io.
«Un sondaggio europeo sui capi-base che costituiscono il guardaroba femminile-tipo ha rivelato che le donne impazziscono per il nero e più del 40% dei capi appesi nei nostri armadi sono neri.» Questo è quanto affermato nell’articolo su Corriere.it.
Ho subito dato un’occhiata al mio guardaroba e arrivo al massimo al 20% di capi neri ( e non ho poche cose).
Già sono fuori dai canoni, ma continuo a leggere: «Secondo il poll, lanciato dal sito MissButterfly, ogni donna possiede in media 110 capi, 45 dei quali sono neri. E in tutta Europa, pare non esista nemmeno una donna che non abbia almeno 3 paia di pantaloni neri, 1 paio di jeans neri, 3 gonne nere, 2 vestiti neri, 2 giacche nere e 12 top neri (incluse le Tshirt). E poi, il cappotto per tutti i giorni? Nero. Un cappotto elegante ci vuole. Colore? Nero. Le scarpe? Nere, 12 paia (tacco basso, tacco alto, tacco a spillo, sportive e stivali). E la borsa? In preferenza nera (da sera e da giorno, come minimo).»
Non è così.
Non ho vestiti neri e, soprattutto, non ho mai comprato dei jeans neri.
Ultimamente preferisco il marrone e amo i colori.
Ho un cappotto nero, ma preferisco quello spigato beige e bordeaux.
Ho tante borse e più sono colorate meglio è.
Tra le mie scarpe spuntano degli stivali e un paio di camper nere, per il resto ci sono: ballerine verdi, ballerine bronzo luccicose, ballerine viola con strass, scarpe col tacco rosa e arancio, stivali verdi, etc…
Per concludere, secondo il sondaggio dovrei avere una folla di uomini che bussano alla mia porta perché: «Il 15% delle donne che hanno preso parte al sondaggio rivela che il proprio partner le “sgrida” per la scelta ombrosa dei colori.»
Pensare che il mio uomo dice che mi vesto come la stagista della Gialappa’s.
Che poi mica è vero!

Mar-13-2007

Siamo pronte a sostenervi

Posted by Ilaria Mazzarotta under Affaccendata per altri

Ci sono frasi che quando le leggi non ci fai neanche caso.
Poi le leggi con più attenzione e ti fanno girare le scatole.
Magari dovresti solo riderci su.
Mi è capitato di leggerne una che recitava così: «Occhi, sorriso, capelli, modo di fare, una certa curva alla base del naso, la morbidezza nelle braccia che le donne insicure nascondono come se un uomo guardasse le braccia…». Beh, a quel “morbidezza nelle braccia” conosco donne, molto sicure di sé, che si sarebbero fatte venire una crisi isterica. Ho amiche con ogni tipo di braccia, ma quelle che le hanno un po’ più robuste spesso se ne fanno un complesso.
Ammetto che l’espressione “morbidezza nelle braccia” è piacevole rispetto alla ben più nota ”bracciotte da massaia”, ma alla fine il concetto è il medesimo.
Le braccia di una donna sono importanti.
Magari non sono la prima cosa che uno guarda, ma poi l’occhio vi cade per forza.
Braccia lunghe, affusolate, come quelle di una ballerina.
Braccia corte, quasi tozze.
Braccia che fanno la pieghina piega sul gomito.
Braccia dalla pelle di velluto.
Braccia muscolose.
Braccia dal gomito ruvido.
Braccia che sostengono erotici amplessi.
Braccia che accolgono figli e amici.
Le braccia, come qualsiasi altro particolare del corpo umano, vengono notate. Perché i difetti, più dei pregi, saltano all’occhio. Non c’è niente da fare.
E’ vero magari che gli uomini notano meno particolari di quanto crediamo.
Lo dimostra il fatto che un uomo può rimanere ore a contemplare un fondoschiena piccolo e sodo per poi ritrovarsi a letto con una donna dai fianchi abbondanti, con qualche chilo in più. E capita pure che gli piaccia molto.
Le donne, d’altro canto, cercano il “figo di turno” e poi finiscono sotto le lenzuola con il primo che le sa prendere davvero.
Non ho mai preteso un belloccio-bamboccio: amo i particolari, anche le imperfezioni, ma da buon “ossimoro in carne e ossa” allo stesso tempo rischio di farmi influenzare negativamente da alcune imperfezioni.
Spalle piccole, fianchi troppo stretti, troppi peli, pochi peli, naso piccolo, naso enorme…
Alla fine donne e uomini si rifugiano in una sala cinematografica per rifugiarsi nei volti delle star, che anche struccate sono belle perché una pellicola le divide da noi e le fa sembrare immortali, stupende, acqua e sapone, senza imperfezioni nei loro difetti.
Barbra Streisand diventa un “tipo affascinante” perché ha un naso enorme..
Nicholas Cage è bello proprio perché un po’ stempiato.
Al Pacino è figo seppur molto basso.
E vissero tutti felici e contenti, sulle colline di Hollywood, tra fiumi di champagne, copriocchiaie dell’Estee Lauder e maglioni di Missoni, che fanno tanto vintage ma poi costano cifre assurde.
Finito il film si ritorna alla realtà e ai difetti, a quelle braccia morbide, alla ciccia di troppo.
C’è chi quei difetti li nasconde, chi li valorizza.
C’è chi non ci fa caso, chi li nota e li sa apprezzare.
Tutto sta nell’occhio di chi guarda.
Se l’occhio è predisposto in quel preciso momento a passare sopra ai difetti e apprezzare quella ciccetta in più che ammorbidisce il braccio, allora può andare oltre e accorgersi di quello che quelle stesse braccia sono pronte ad accogliere.

(anche su Grazia)

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Gen-31-2007

Ipotesi di sondaggio e opinioni autorevoli

Posted by Ilaria Mazzarotta under Accadde, accade e accadrà

Dopo le prime notizie è scattata la corsa al commento. Sono d’accordo con Maria Laura Rodotà perchè questo è sicuramente il miglior reality che potesse uscir fuori da casa Mediaset.
Siamo in attesa di sviluppi, ma c’è da dire che Berlusconi è un simpaticone: canta, balla, si mette la bandana, fa battute e gaffe e si diverte. Insomma, le prove del Grande Fratello le passerebbe tutte.
Credo comunque che la lettera di Veronica non abbia colpito troppo l’elettorato e l’immagine dell’ex premier. Le sue battute , nel corso della serata dei Telegatti, sono la goccia che ha fatto traboccare i bei vasi cinesi di casa Berlusconi, ma quanto può aver scosso i semplici lettori?
Mi sono divertita ad immaginare un sondaggio. Alla domanda: «Lei che ne pensa delle affermazioni di Silvio rivolte alla Yespica o alla Carfagna?» La maggioranza degli uomini risponderebbe sicuramente così: «Ha fatto bene, io avrei detto pure di peggio. Quella è bbona!» E le donne, alla stessa domanda, si dividerebbero in due fazioni. Una contro: «Che schifo. Io sto dalla parte della moglie. Poverina, umiliata così. E l’altra pro: «Mah, che le devo dì? Io ho passato de peggio. C’ha un sacco de sordi, che vole de più? E poi pure lei, me pare gli avesse fatto quarche scherzetto con quell’altro de Venezia no?».
A proposito “der Veneziano”, ovvero di Massimo Cacciari. Sulla questione sembra essere l’opinionista favorito dai giornali. Non mi stupirei se venisse invitato a salire sul ring di Buona Domenica per un confronto con Rostagno e Bettarini.
E comunque Cacciari è sicuro: «il rapporto è finito» e fa i complimenti per la lettera a Veronica, anche se la pubblicazione sui giornali non è di suo gradimento.
Ma perchè poi chiedere un’opinione proprio a lui…mah…che c’entra PROPRIO lui!

Gen-31-2007

Prime sensazioni

Posted by Ilaria Mazzarotta under Accadde, accade e accadrà

Diciamo che è diventata la barzelletta del giorno.
Tutti lo sanno, tutti ne parlano.
Sarei stata curiosa di infilarmi in qualche mercato rionale, magari a Roma, per sentire cosa ne pensano le massaie (così le chiamerebbero sui canali Mediaste), di quello che ha fatto Veronica Berlusconi.
Credo che sia stata una mossa inutile.
La dignità, una donna, non la riacquista in prima pagina. Sicuramente chi ha letto la lettera, si sarà fatto un’opinione ma credo che alla fine Berlusconi passerà per il “piacione” che ogni tanto esagera con le parole e Veronica Lario diventerà, agli occhi di molti, solo una moglie isterica che per sfogarzi preferisce un giornale.
Peccato, perchè il gesto, l’idea della lettera, non era male.
Lei in fondo voleva solo essere da esempio per i suoi figli.
La morale? Figlie mie, se un uomo vi tratterà male mandate una lettera al giornale che più lo osteggia (anche se alla fine l’avrebbe pubblicata chiunque) e il gioco è fatto. Oppure, quando tuo marito presenzia a qualche cerimonia non lo mandare da solo, mai lasciare un uomo in mezzo agli amici, a qualche bella donna e un buffet da leccarsi i baffi.
Parliamoci chiaro, non voglio affermare che una donna possa essere “presa in giro” dal proprio uomo senza indignarsi. Anzi l’indignazione è il minimo!
Le mie parole,piuttosto divertite, sull’accaduto nascono spontaneamente pensando che alla fine parliamo di personaggi pubblici.
Non sono un marito e una moglie che vivono in una piccola casetta e ogni tanto litigano tra le loro quattro mura imbiancate.
Sono i Berlusconi. E come finirà?
Già impazzano ipotesi di complotto, le macchinazioni e i retroscena del caso.
C’è chi dice che lui sapesse.
C’è chi afferma che non sapesse nulla.
Il Corriere della Sera, rimasto orfano delle confidenze di Veronica Lario, fa presente che domani in edicola A, il settimanale di Maria Latella uscirà con una bella intervista a Silvio Berlusconi che parla tanto bene della moglie perchè « è stata ed è una madre meravigliosa. Non mi ha mai fatto fare una brutta figura, mai».
Le ultime parole famose!

Mi piacerebbe in questo momento sapere il tedesco perchè vorrei capire meglio quello che pensa e dice Julia Seeliger. La 27enne tedesca è uno dei nuovi leaders del partito dei Verdi tedeschi, studia giornalismo e per il suo look è stata soprannominata Pippi Calzelunghe. Ho trovato un trafiletto sul Venerdì di Repubblica e poi basta. Giusto questo articolo del Times.
Il sito dei Verdi, oltre ad essere molto piacevole alla vista e avere un logo carinissimo, ne parla qui.
Poi c’è un blog, ovviamente.
Cavolo come vorrei sapere il tedesco, ora.
Magari su Itunes trovo qualche lezione base!