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OzioAffaccendato

“Lo scrivere è un ozio affaccendato” Goethe

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Set-17-2008

Sulla Blogfest. A ritroso.

Posted by Ilaria Mazzarotta under Accadde, accade e accadrà, Affaccendata per altri

Sto seduta in cucina aspettando che il pollo cuocia. In un’altra stanza c’è quella metà che oggi ha scritto cinque righe che valgono un rapporto, una vita, quasi due anni e, soprattutto, un’estate vissuta al massimo in tutti i sensi.

La mia metà, dicevo, è in una stanza a raccogliere tutto quello che c’è da raccogliere sui tre giorni della Blogfest. Forse fra pochi minuti anche questo post sarà in quella lista, forse no. Un sorso di vino e giù a scrivere.

Come iniziare? In molti se lo chiedono davanti a un post bianco, ma la mia difficoltà non è in questa pagina senza traccia è in un percorso che con la Blogfest credo abbia raggiunto uno dei suoi punti di intensità massimi. Sono esattamente sei anni che io e Riva del Garda siamo unite e se la Blogfest è piaciuta a tanta gente (ad altri giustamente no, ma sono pronta ad accettare critiche solo per migliorare) è perché io e Gianluca abbiamo saputo capire quel posto. Io ho voluto che quel luogo che era solo mio potesse essere condiviso, come in realtà avevano fatto con me, senza rendersene conto, Renzo Ceresa e Massimo Cirri quando organizzarono il primo Radioincontri.

Un attimo…giro il pollo!

Dicevo che Riva del Garda è stata per me in questi anni una culla, un posto da vivere e che chiedeva di essere vissuto. Ho avuto ottimi maestri, delle persone speciali che sono riuscite a trasmettermi l’amore per questa piccola città: Barbara, Daniele, Laura, Lorenza, Lorena, Lorenzo, Valentina, Danila, Davide, Gianluca, Cambra, Enzo, Ronny e Martina. Sono i miei amici, coloro che sanno che vuol dire “farsi un mazzo tanto” per ospitare qualcuno, anche quando quel qualcuno non lo conosci e non sai come si comporterà con te. Read the rest of this entry »

Apr-7-2008

Taaaag!

Posted by Ilaria Mazzarotta under Ozio personale

L’altro giorno ho costretto il mio uomo a cambiare per l’ennesima volta la grafica di questo blog. Un blog sul quale peraltro non scrivo molto spesso, come mi rimproverano in molti (oggi anche pubblicamente, che figuraccia).

Ora la grafica mi piace molto: è rossa come me, c’è il mio Ugo bello piazzato sul divano e poi ci sono io, tanto ormai lo sanno tutti che faccia ho (con tutti, ovviamente, intendo chi mi conosce e i pochi che passano su questo blog). Chi, poi, non lo sapesse almeno si toglie la curiosità. A volte, anzi la maggior parte del tempo, sul mio volto è stampato un bel sorriso, ma la foto l’ha scelta sempre l’uomo di cui sopra e dice che graficamente rende di più. Forse ha ragione.

Nel mettere in ordine la colonna di destra ho chiesto (sempre a lui) di inserire come widget la Tag Cloud (ho detto già troppe parole da uomo/nerd e me ne vergogno quasi). Io le tag ho cominciato ad inserirle da pochissimo, anche perché non ne comprendevo (comprendo) l’utilità.

Lui: «Fatto! La TagCloud è inserita, ora aggiorniamo la pagina così la vedi»

Mela R (questo non è un temine da uomo/nerd, ma da “MACchista” che ha imparato alcuni comandi per usare velocemente la tastiera).

Io: «Aaah! Ma sono così romanocentrica?»

La mia tagcloud è pazzesca: aborto, amicizia, automobili, bambini, calcio, cartoons, condor, lazio, libri, ROMA, treno, tv, viaggi.

Semplicemente orrenda. Ho deciso così di rimediare a tutto in un colpo solo: aggiungo un po’ di tag a casaccio in questo post, ne raddoppio qualcuna e “taaac” finalmente la nuvoletta assume una forma quantomeno decente.

Tra pochi secondi avrò una bellissima tag cloud (e nessuno potrà più rendersi conto di come era fino a poco fa) e un post in più.

Giu-23-2007

Happy BirthDay

Posted by Ilaria Mazzarotta under Ozio personale

Auguri Amore.

Mar-15-2007

Una Cheese Cake pensata

Posted by Ilaria Mazzarotta under Dolce&Salato

Alle feste, se il menù è di mio gradimento, finisco sempre a parlare di cucina e mi ritrovo a scambiare ricette golose.
Il mio amore per la cucina non nasce dietro al tavolo, ma davanti ai fornelli. Cucinare è una delle cose che preferisco fare, soprattutto quando sono un po’ nervosa.
Così, invece di buttarmi da qualche psichiatra, io cucino.
Più la torta è complicata, più rifletto e mi rilasso.
Come quando preparo la Cheese Cake…pensando.

Ingredienti (per 8 persone):
PER LA BASE: 250 gr biscotti “Digestive”, 120 gr burro, 1 cucchiaino di cannella in polvere.
LA CREMA: 500 gr ricotta, 250 gr di formaggio morbido (Fiorello o Philadelphia fate voi), 3 dl panna montata, 1 limone, 3 uova, 2 dl latte, 200 gr zucchero, 1 cucchiaio di farina,1 cucchiaino di estratto di vaniglia, 20 gr gelatina in fogli.
GUARNIZIONE: frutti di bosco misti e cannella.

Preparazione, pensata:

Prima di tutto metto la gelatina in ammollo in acqua fredda.
La gelatina si trasformerà in una pappetta schifosa e viscida, divertente da toccare e utile nel caso in cui voleste tirarla addosso a qualcuno. Consiglio di tenerne una vaschetta sempre pronta per questo secondo fine in frigorifero!
Sbriciolo i biscotti e li mescolo con la cannella e il burro fuso.
Il tutto sprigiona un odore che mi riporta sempre con la mente alle sere fredde d’inverno, quando mia madre preparava il the caldo alla cannella e con le mie amiche ci mangiavamo tanti biscotti inglesi, quelli pieni di burro. A quei tempi le calorie ancora non si adagiavano sui fianchi, mentre adesso la sola vista di quei biscotti provoca in qualsiasi donna lo stesso stato di ansia generato da una prova bikini a gennaio.
Rivesto con la pellicola trasparente (esatto, la stessa pellicola che usate per gli impacchi anticellulite) uno stampo da torta a cerniera e con il mix di biscotti ricopro la base e le pareti, premendo bene con il dorso di un cucchiaio.
Lascio riposare la tortiera in frigo per fare indurire la base e penso: perchè, diamine, non mi ha ancora chiamato? Io sono qui che preparo leccornie e lui chissà dove sta. Che ci vuole a fare una telefonata?
Arriva il momento migliore: sbatto i tuorli con lo zucchero e poi ci aggiungo il latte a filo, la farina e la vaniglia. Cuocio il tutto a fuoco basso fino a che la crema non si addensa per bene.
Una telefonata, non chiedo tanto. Ma come fanno gli uomini a sapere sempre cosa serve per farci rimanere attaccate? Che poi, sono sicura, non lo fanno neanche di proposito. Sono solo bravi in questo, c’è da riconoscerlo. Mi ritrovo a pensare e cucinare, mentre lui neanche si pone il problema di avvisare se tornerò per cena.
La crema è densa, morbida, vellutata.
Cavolo, è che come la sua pelle. Calda, deliziosa. E le sue mani…
Oddio, devo scolare la gelatina e aggiungerla alla crema, che poi lascerò da parte a raffreddare, come i miei bollenti spiriti!
Passiamo ai formaggi. Setaccio la ricotta e la mischio delicatamente con il formaggio morbido. Unisco il succo e la buccia del limone.
Acido. Poi dicono che siamo noi quelle acide. Beh, invece loro?
Sempre pronti a criticare i nostri isterismi, come se loro fossero esseri perfetti. Ma non è così. Perfetta è la panna che sto montando. Perfetti questi albumi trasformati in una neve ben ferma.
Miscelo tutto, facendo attenzione a non smontare nulla.
Né gli albumi, né la panna montata.
Dovessero impazzire sarebbe un dramma. Basto io in questa cucina con i nervi a fior di pelle.
Mischio tutto: crema, formaggi, panna e albumi e poi li verso nella tortiera estratta dal frigo.
Livello la superficie e ricopro con pellicola.
Metto la torta in frigo dove riposerà per 4/6 ore.
Ora ho tutto questo tempo e lui che non mi chiama.
Driiin! Driiiiin!
Eccolo, finalmente.
«Ciao, scusa ho una riunione. Non so a che ora arrivo. Magari mangio qualcosa in ufficio. Ti adoro.»
Non faccio neanche in tempo a dire: “Ho preparato una cheese cake” che lui già ha attaccato.
Mi resta solo che affogarmi nella salsa di frutti di bosco calda che rovescerò sulla mia torta perfetta, per una serata perfetta da condividere con il MIO uomo…non perfetto.

(anche su Grazia)

Mar-14-2007

PASSWORD O NON PASSWORD?

Posted by Ilaria Mazzarotta under Affaccendata per altri

A volte i rapporti sono un po’ come le connessioni ad internet.
Immaginate: ognuno ha il suo bel computer da connettere alla rete e lo può fare in vari modi. C’è chi ha una linea più veloce, chi ancora si connette con un vecchio modem “perché tanto va bene lo stesso”, c’è l’adsl o addirittura la fibra ottica e infine c’è chi naviga wireless, a volte collegandosi a reti altrui.
Ci si connette tutti a quel tutto che poi non è altro che il mondo delle relazioni. Come varie sono le connessioni e chiunque è libero di scegliere il contratto che preferisce, così vari sono i rapporti e i modi per connettersi agli altri.
Da qualche mese io e le mie coinquiline abbiamo una linea wireless, ma da subito ci ha assalito un dubbio: inseriamo una password tutta per noi o lasciamo la nostra rete aperta a tutti?
La questione è tutta qui. Altro che “essere o non essere”, oggi il problema è “password o non password” perché sia per internet che per i rapporti tutto sta in quella parolina magica.
Quando si conosce qualcuno è come se nel nostro corpo scattasse un meccanismo simile alla connessione ad internet.
Gli occhi di chi abbiamo davanti ci segnalano se c’è una rete, ma è molto difficile capire subito se è stata inserita una password e soprattutto: quanto sarà difficile connettersi alla rete di chi si ha davanti?
Se si riesce ad entrare nella rete dell’altro, poi, si può partire con la prima connessione, il momento della scoperta: ci si scruta, si scopre l’home page di ognuno e poi si cerca di capire quali siano i link ad altre persone o ad altri aspetti del proprio personalissimo sito-carattere.
Detto così sembra facile, ma ovviamente non lo è.
Quando ti connetti con il tuo bel computer ad internet se un sito non ti convince torni indietro oppure c’è l’ antivirus che ti avverte, ancor prima di sbagliare, se quel sito ti creerà dei problemi; nella vita invece nessuno ti avverte e non sai mai finché non ci caschi dentro se stai sbagliando, se le tue sensazioni sono davvero giuste o se hai preso una cantonata.
A volte vorrei fosse tutto facile nei rapporti ma poi, da buon ossimoro, preferisco le relazioni in cui devo scervellarmi per scoprire quale sia la password, voglio capire da sola la combinazione giusta.
Ognuno di noi è libero di scegliere come condividere la propria rete.
Ci sono quelli che sono sempre aperti, anche quando già condividono con qualcuno la propria. Sono i più “pericolosi”.
Ci sono quelli che invece rimangono legati alla propria password, inarrivabili e difficili da sbloccare.
E poi ci sono quelli che pur avendo sempre la password inserita al momento giusto sanno aprirsi, farsi vedere da chi li cerca, per poi richiudersi con chi hanno scelto.

E voi che scegliete: password o non password?

(anche su Grazia)

Mar-12-2007

Credo nel destino!

Posted by Ilaria Mazzarotta under Affaccendata per altri

Ci credo talmente tanto che mi arrendo all’evidenza.
Volevo raccontare una novità, ma al momento di mettere tutto nero su bianco la mia penna preferita ha deciso di rompersi.
Guardate.

Forse è un segno!
Mi dispiace le nuove nuove le terrò per me…

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