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OzioAffaccendato

“Lo scrivere è un ozio affaccendato†Goethe

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Archive for the ‘Frequenze obbligatorie’ Category

Siamo a Riva del Garda. Spero di avere tempo per spiegare, prima o poi, cosa significa questo posto per me. Non è un luogo di vacanza, non è un luogo di lavoro: è, credo, quello che sono oggi.

Sono arrivata questa sera: è la prima volta che arrivo con la pioggia, ma l’emozione della vista del lago dopo l’ultima curva arrivando da Rovereto è sempre la stessa.

Ora ci sono i RadioIncontri, come ormai accade in questo periodo da cinque anni.

Sono arrivata con Luca e Matteo, viaggio esilarante.

Da domani si comincia…il divertimento è assicurato! Forse anche la pioggia.

C’è qualcuno, anzi uno, “Kluz”, che si lamenta, forse giustamente, del fatto che io scriva pochissimo. Poi ora con il “trucchetto” dei link ho proprio risolto il problema. Non è che io non abbia voglia di scrivere, è che qualcuno dovrebbe inventare una macchina che traduce i pensieri, di modo che ogni volta mi viene in mente qualcosa da appuntare su questo blog, questo qualcosa ci finisca in automatico.
Ormai sono passati diversi giorni da quando in testa ho raccolto appunti su cosa avrei voluto scrivere. Sarò quindi molto breve e schematica.

Venerdì 9 Maggio: Milano, Festa di Boris. Lancio della seconda stagione dell’unica serie italiana che valga la pena guardare. C’erano tante persone, le bolle di sapone, un acquario, gadget ricordo e un mio ex compagno delle medie romano che non avrei mai immaginato di incontrare.
Non sono una da party, ma la compagnia era ottima.
Nota positiva: arrivare tardi a una festa con buffet non è mai un bene, soprattutto se sei affamato. Ritrovarmi a mangiare pizza farcita con porchetta appena tagliata con il mio uomo a un party milanese è stato molto piacevole. Sia per la porchetta che per la vasta presenza di romani.

Domenica 11 maggio: Torino, Festa del Libro. Io e Matteo Bordone in treno alle otto di mattina, facce distrutte. Sonno, tanto sonno. Torino splendida come sempre. La Fiera è enorme, non me la immaginavo così. Presentazione di Playlist con Luca Sofri e Matteo Bordone, giro impegnativo per gli stand e poi di nuovo a casa. Ritorno con treno ad alta velocità, e in un attimo Torino diventa Milano.
Nota positiva: Sull’autobus che ci ha riportato alla stazione una signora molto gentile ha riconosciuto Matteo e gli ha fatto i complimenti per Condor. Questa è una cosa che fa sempre piacere, ma la vera nota positiva è arrivata nel momento in cui mia madre mi ha chiamato per avvisarmi, infuriata, che avevano assegnato un rigore all’Inter. (Piccola premessa: penultima giornata di campionato. La Roma vince in casa, mentre l’Inter pareggia. Se la situazione rimane questa arriveremo, noi, la Roma, all’ultima giornata con un solo punto di distacco dall’Inter. La speranza, dicono, è l’ultima a morire).
Dicevo: ho il telefono appiccicato all’orecchio, guardo Matteo (interista) sconvolta, chissà che notizia pensa io abbia mai ricevuto. Silenzio, Materazzi si avvicina al dischetto. 1…2…3…FUORI. Bene così. Io esulto, mentre Matteo mi manda a quel paese. Tornata a casa mi sono rivista tutte le immagini: quando la Roma non la puoi vedere dal vivo, come minimo la registri.

Martedì 13: Milano, riunione Scatole Cinesi. Il 16 giugno 2008 inizierà ufficialmente l’estate di “Scatole Cinesi” (il blog arriverà…). Un programma di Gianluca Neri, Ilaria Mazzarotta e Lalaura. Conduce Lalaura, disturbata da Gianluca Neri. Inviato: William Beccaro. In redazione: Ilaria Mazzarotta e Sara Zambotti. Regia di Luca Micheli. A cura di Renzo Ceresa. Il nuovo contenitore estivo di Radio 2 andrà in onda dal lunedì al venerdì dalle 18:00 alle 19:30. Il 12 giugno, però, ci sarà uno speciale “Anteprima Scatole Cinesi” che vi racconterà tutto sul nuovo programma e presenterà tutta la squadra (la metafora ci sta, saremo in pieno periodo di Europei di Calcio).
Nota positiva: ho conosciuto tutta la squadra, anche quelli che ancora non avevo visto: l’ottimo regista Luca (già un vulcano di idee) e il futuro inviato William, lo imparerete a conoscere pure voi.

Mercoledì 14: Milano, riunione per Kinder. Stiamo mettendo a punto le ultime modifiche al programma. Gli ospiti sono praticamente tutti confermati e mi auguro di vedere molta gente a Gressoney in occasione della seconda Colonia Estiva di Condor. L’anno scorso ci siamo proprio divertiti e, come ha già scritto qualcuno, chi ha partecipato lo scorso anno potrà permettersi di dire ai nuovi: “Bello, ma l’anno scorso era tutta un’altra cosaâ€. Spero non sia così, spero proprio possa essere ancora meglio. Picnic in montagna, concerti, dibattiti e discoteca “fatta in casa”. Un appuntamento che ripetiamo volentieri. Insomma, vi aspettiamo.
Nota positiva: boh, che c’è di nuovo Kinder. Basta direi. Ah, no, un’altra cosa: c’è della polenta fantastica lassù.

Venerdì 16: Milano, continua l’organizzazione della Blogfest. C’è ancora tempo prima del grande evento, ma la macchina organizzativa procede a ritmi altissimi. Contatti con cantanti, bloggers, sponsor. Procede tutto come speravamo. Anche qui, come dire: vi aspettiamo!
Nota positiva: Per ora nessuna in particolare, a Settembre tantissime.

Domenica 18: Milano, a casa. Finisce il campionato.
La Roma è campione d’Italia per quasi un’ora. I romanisti hanno in testa solo una frase: “non succede, ma se succede…”. Alla fine non succede. Sono dispiaciuta, molto.
Nota positiva: è finito il campionato.

Gen-28-2008

Ovvero il dono della sintesi

Posted by Ilaria Mazzarotta under Frequenze obbligatorie, Scritti da altri

Oggi a Condor era ospite Giorgio Dell’Arti che ha spiegato così il suo mestiere:

“Considero le parole degli oggetti bollenti da tenere in mano il minor tempo possibile. Bisogna adoperarne poche e possibilmente farle cadere nei posti giusti per non confondere le idee al lettore. Ogni volta che c’è un avvenimento complicato io lo martello, lo faccio a pezzi e lo riduco in tanti pezzettini, poi li rimonto in modo che resti solo quello che è davvero importante.”

Giorgio Dell’Arti, Primo libro delle profezie edito da Marsilio.

Non parlerò di merendine: perchè si sa, ormai siamo giunte alla prova costume ed è brutto che bikini faccia rima con rotolini. Non parlerò di vecchi profumi: che ormai solo certi uomini sanno portare. Non parlerò nemmeno d’ornitologia.
Però, vi parlerò di “Kinder, la Colonia estiva di Condorâ€: un piacevole weekend d’incontri al quale sono lieta di invitarvi che si svolgerà a metà luglio a Gressoney, in Val d’Aosta.
Ma andiamo con ordine.
Condor è la trasmissione radiofonica di Radio2Rai condotta ogni pomeriggio da Luca Sofri e racconta ogni giorno storie e notizie che non trovate normalmente sui maggiori mezzi di comunicazione italiani, raccogliendole sulla stampa straniera, su internet, in tv, al cinema, per strada e dovunque capiti. Il tutto è accompagnato da ottima musica e dagli ospiti di passaggio, mescolando così alto e basso, serio e faceto: che e’ vero che lo fanno tutti, ma Condor meglio.
Ma questo già lo dovreste sapere bene.
Condor riprenderà a settembre ma perché aspettare così tanto per risentirsi o, ancora meglio, per vedersi?
Così Condor, grazie alla sapiente organizzazione di Blufaber e all’ospitalità del Comune di Gressoney Saint Jean, inventa Kinder, la colonia estiva di Condor: quattro giorni, dal 12 al 15 luglio, nella ridente Gressoney dove un numero limitato di partecipanti potrà far parte di una lunga scampagnata in compagnia di Luca Sofri, della Redazione di Condor e dei più frequenti e noti ospiti e amici della trasmissione. Tra gli altri (in rigoroso ordine alfabetico): Matteo Bordone, Laura Carcano, Massimo Cirri, Vittorio Dell’Aiuto, Giovanni De Mauro, Bruno Gambarotta, Piero Macchioni, Massimo Mantellini, Gianluca Neri e Cesare Picco. Con tutti loro si parlerà del mondo, di internet, della musica, della radio e dei libri: di tutto quello di cui si parla a Condor, ma stavolta guardandosi in faccia.
A questo punto torniamo a noi, a me e al mio invito.
Avete tempo fino al 30 giugno per iscrivervi a questa piacevole colonia estiva. Per farlo basta andare sul sito di Kinder e cliccare su: “Come partecipareâ€.
Siete tutti i benvenuti.

Ott-2-2006

Ma le gambe

Posted by Ilaria Mazzarotta under Frequenze obbligatorie, Ozio personale

Sono un bel po? in ritardo, ma ci tenevo tanto a dire che, per chi avesse ascoltato, l?altra sera nel corso della mia ?prima volta? a Macchiaradio, tra i vari argomenti trattati si è parlato di collant!
Ho capito che gli uomini non ne sanno un gran che e allora volevo offrire il mio piccolo servizio alla comunità dei bloggers. C?è chi aveva già delle ottime basi come Bordone (che ha introdotto l?argomento) o Filippo Facci (che si è collegato per dire la sua), ma per tutti gli altri ecco a voi un post sull?indumento che coprirà le gambe delle donne per questo inverno.

Collant, calze, gambaletti, calzini?ad ognuno il suo. Io preferisco i collant, pesanti, tinta unita. Odio quelli color carne o velatissimi. Per non parlare di quelli a rete o con una riga disegnata dietro, che andavano di moda negli anni ?80.
La cosa migliore sarebbe indossare le calze, ma quante sono al giorno d?oggi le donne che si comprano reggicalze di pizzo che incorniciano fianchi e glutei solo per reggere delle leggerissime calze?
Andiamo con ordine. C?è un?importante differenza da sottolineare: calze e collant non sono la stessa cosa.

(da wikipedia ):
Calze Le calze sono indumenti di biancheria intima che si aggiustano strettamente ai piedi ed alle gambe, variamente elasticizzate, ed usualmente (in particolare quelle femminili) non hanno come proposito il nascondere gambe e piedi, ma anzi esaltare le loro forme. Il termine italiano ?calza? deriva dal latino “calceus” (la scarpetta di cuoio fine che si indossava nelle case oppure nella commedia teatrale) che a sua volta sembra derivare da “calx”, tallone.
Le calze lunghe da donna possono essere sostenute in uno di tre modi possibili.
?Un reggicalze: da questo scendono delle estensioni con dei ganci o clips che vanno a pinzare la parte superiore delle calze. Esistevano anche mutande e guaine che presentavano questi sospensori, ma ormai stanno cadendo in disuso.
?L’impiego della tecnologia stay-up, che consiste nel inserire nella parte interna del bordo della calze una banda di silicone che resiste allo scivolamento in giù della calza, queste sono chiamate autoreggenti. Molti lo considerano meno affidabile nell’impedire lo scivolamento.
? La giarrettiera (un elastico circolare, coperto da un ricamo che viene fatto scivolare su fino al bordo superiore della calza) e che serve per mantenerla su, essenzialmente stringendola contro la gamba.

Collant Nel 1959 Allen Grant Sr. inventò i collant in nylon (in inglese “pantyhose”) che, fabbricato con altri materiali, erano noti da molti secoli come per esempio la calzamaglia utilizzata nel medioevo e rinascimento italiano sia da donne che da uomini. I collant coprono entrambe le gambe, le coperture spesso vengono cucite assieme tramite una specie di tassello igienico, una specie di mutandina oppure una guaina che costituisce la parte superiore e che serve per rendere superfluo l’utilizzo di reggicalze oppure della giarrettiera.
Prima di tutto bisogna fare una scelta. I collant sono sicuramente più comodi e danno l?idea di una donna moderna e attiva che li indossa con disinvoltura. Ottimi per la minigonna, anche in pieno inverno, sono utili ma rischiano di stringere in vita, come i pantaloni. Credo che, a parte quelle poche volte in cui si preferisce mettere l?ultima gonna acquistata o far vedere un po? le gambe, la cosa migliore d?inverno siano i cari e vecchi jeans in tutte le loro declinazioni. Poi, diciamocelo, le gonne non se le posso mettere mica tutte, per non parlare di quelle signore che a qualsiasi età e ?visto che va di moda? si mettono quegli orrendi hot pants o bermuda anche di inverno!
Passiamo alle calze. Le autoreggenti, chiariamolo una volta per tutte, sono scomode. Sexy, intriganti, comode per attimi di passione improvvisa (anzi comodissime), ma scomode. E? vero, qualcuno ha inventato quelle belle striscette di silicone che mantengono su la calza, ma si appiccicano alla coscia e, ribadisco, se non ve le potete permettere?donne lasciate perdere. Uomini non le regalate.
Sono un po? freddolosa ma se così non fosse metterei molto più spesso le parigine, quelle fin sopra il ginocchio. Un po? stile liceale con gonna a pieghe che, se le sapete portare con stile, vanno bene almeno fino ai 35 anni (dopo no!). Oppure le leggings, i collant tagliati a metà polpaccio. Solo per caviglie fini.
Ora un piccolo ripasso per i meno esperti:
? Autoreggenti - Sono calze che si sostengono da sole aderendo alla gamba grazie a bande elasticizzate e ad una banda interna in lattice o silicone.
? Calze a rete - Calze in tessuto a fili spessi con una trama dei fili aperta, che ricorderebbe una rete da pesca, spesso indossate in estate.(Mai fu creata calza meno elegante. Che sia microrete o rete normale non dona e soprattutto rende la gamba una sorta d?insaccato fresco. Per non parlare degli orrendi segnacci quando vengono sfilate. Ci si potrebbe fare un sudoku sopra)
? Gambaletti - Sono calze che terminano sotto il ginocchio ed il piede, coprendo il polpaccio. (Indossarli rigorosamente solo quando non si ha in programma di uscire con un uomo. Brutti, meglio un calzino maschile.)
? RHT - Abbreviatura dell’inglese “reinforced heel and toe” (aree del tallone e dell’alluce sono rinforzate).
? Sandalfoot - Senza rinforzo al tallone o alle dita che, sono esteticamente migliori quando indossate sotto i sandali

Per chiudere, una precisazione sullo spessore delle calze. I denari sono l?unità di misura usata per descrivere lo “spessore” (o la trasparenza) della calza: più basso è il numero di denari e più trasparente è l’indumento. 1 den = al peso in grammi di 9000 metri di filo usato per la fabbricazione delle calze.
Capita sempre più spesso di andare nei paesi del nord e vedere ragazzine bianchissime congelare nelle loro gonne a pieghe. Gambe lunghe e affusolate, letteralmente congelate girano per le città come Londra o Dubino.
La prima cosa che pensi è: ?perché?? Semplice le calze leggere sono orrende. In effetti, le ragazzine inglesi non sono molto normali, ma forse sperano che qualcuno poi le scaldi!
Io preferisco la calze pesanti, magari quelle di Gallo colorate o semplicemente nere opache. Ad ognuno la sua scelta. Ma le gambe, ma le gambe?

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Apr-12-2006

Era ora

Posted by Ilaria Mazzarotta under Frequenze obbligatorie

Finalmente un nuovo sito per radio deejay….e soprattutto finalmente la pagina dei blog è tornata come un tempo. Nulla da togliere a Linus and Co. ma quella paginetta misera dove si vedevano solo i blog di quelli della radio era davvero un peccato. Questa è una comunità dove ognuno si vuole leggere e commentare ed è giusto sia così. Il blog ha per ognuno di noi un significato particolare ma credo che il denominatore comune sia proprio il fatto di essere un diario pubblico…se no ognuno continuava a scrivere sul proprio diario con tanto di lucchetto annesso. Io ammentto che non scrivo proprio tutto-tutto di me sul blog perchè rimango ancora legata a taccuino e penna per scrivere le cose davvero intime, quelle che voglio siano solo mie! Il mio blog però è un modo per comunicare e condividre ciò che scrivo con altri. Anche se ci fosse solo una persona a leggere (e so che una c’è) io voglio che quella persona abbia la voglia di aprire il computer e cercare le mie nuove lugubrazioni mentali…Chi mi conosce sa come arrivare al mio blog ma il confronto lo voglio anche con chi non mi conosce e con la magica comunità di deejay…quindi bentornati nel mio blog e complimenti per il nuovo sito a Radio deejay!

Per un attimo ho avuto voglia di spostarmi su un altro blog e invece ho aspettato e ho avuto fiducia….rieccomi!

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