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	<title>OzioAffaccendato &#187; Ozio personale</title>
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	<description>“Lo scrivere è un ozio affaccendato” Goethe</description>
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		<title>Facciamo a gara?</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 17:13:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Mazzarotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accadde, accade e accadrà]]></category>
		<category><![CDATA[Ozio personale]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Neri]]></category>
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		<description><![CDATA[La prima a cui sento dire che il suo uomo è un po&#8217; fuori di testa io risponderò così: &#8220;Guarda qui, ti presento il mio!&#8221;
Io lo amo così e se questa sua creatività lo farà stare meglio a me va più che bene.
Se volete contribuire mandategli un messaggio: l&#8217;obiettivo è che beva SOLO ACQUA e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La prima a cui sento dire che il suo uomo è un po&#8217; fuori di testa io risponderò così: &#8220;Guarda qui, <strong><a href="http://friendfeed.com/gianlucaneri/c4a7024b/ok-non-mi-andava-di-aggiornare-l-immagine-ogni">ti presento il mio</a></strong>!&#8221;<br />
Io lo amo così e se questa sua creatività lo farà stare meglio a me va più che bene.</p>
<p>Se volete contribuire<strong> <a href="http://www.macchianera.net/2009/12/17/invia-un-messaggio-al-coniglio-che-fa-la-guardia-alla-bottiglia-dacqua/">mandategli un messaggio</a></strong>: l&#8217;obiettivo è che beva SOLO ACQUA e il più possibile. </p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="320" id="utv761981"><param name="flashvars" value="autoplay=false&amp;brand=embed&amp;cid=69895"/><param name="allowfullscreen" value="true"/><param name="allowscriptaccess" value="always"/><param name="movie" value="http://www.ustream.tv/flash/live/1/69895"/><embed flashvars="autoplay=false&amp;brand=embed&amp;cid=69895" width="400" height="320" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" id="utv761981" name="utv_n_46557" src="http://www.ustream.tv/flash/live/1/69895" type="application/x-shockwave-flash" /></object><a href="http://www.ustream.tv/" style="padding: 2px 0px 4px; width: 400px; background: #ffffff; display: block; color: #000000; font-weight: normal; font-size: 10px; text-decoration: underline; text-align: center;" target="_blank">Free live streaming by Ustream</a></p>
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		<title>Salutiamo quelli dietro?</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 21:05:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Mazzarotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ozio personale]]></category>
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		<description><![CDATA[Ero per strada, tramontava il sole e dalla macchina davanti a me due bambine continuavano a salutarmi.
Perché? Per quale motivo ci mettiamo (lo facevo sempre da piccola) a guardare i guidatori dietro di noi e a salutarli con insistenza?
Io poi, con le mie cugine, mi imbarazzavo e quando qualcuno contraccambiava il nostro saluto e mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ozioaffaccendato.com/wp-content/uploads/2009/06/crystal70.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-679" title="crystal70" src="http://www.ozioaffaccendato.com/wp-content/uploads/2009/06/crystal70.jpg" border="0" alt="crystal70" hspace="4" vspace="2" width="310" height="226" align="right" /></a>Ero per strada, tramontava il sole e dalla macchina davanti a me due bambine continuavano a salutarmi.<br />
Perché? Per quale motivo ci mettiamo (lo facevo sempre da piccola) a guardare i guidatori dietro di noi e a salutarli con insistenza?<br />
Io poi, con le mie cugine, mi imbarazzavo e quando qualcuno contraccambiava il nostro saluto e mi nascondevo dietro il sedile.<br />
La cosa peggiore è sempre stata la nausea: da sempre soffro la macchina, ma nonostante tutto riuscivo a passare ore viaggiando al contrario. Poi finiva sempre che mi veniva voglia di vomitare quando arrivavo a destinazione.<br />
Oggi quelle bambine mi salutavano, una aveva perso un incisivo e mi salutava con sorridendo come se non si fosse accorta di avere una finestrella nera tra un dente e l&#8217;altro. Io non ho ricambiato il saluto: mi godevo il sole, mi godevo la guida, guardavo dritta davanti a me senza avere la nausea e arrivata a destinazione stavo benissimo.<br />
Poi ho salutato con insistenza il mio uomo e non mi sono nascosta quando ha ricambiato.<br />
Oggi mi sono accorta di non essere una bambina. Domani mi compro il Crystal Ball.</p>
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		<title>SabatoNotte tanto tempo fa</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 21:53:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Mazzarotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accadde, accade e accadrà]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho ritrovato questo post e mi ha fatto un po&#8217; tenerezza. Era il 3 giugno di due anni fa, sono passati davvero tanti mesi dal quel giorno e la mia vita è completamente cambiata, anche se alcuni punti fissi sono rimasti e ne sono davvero felice.
Scrivevo così:
&#8220;Sabato notte. Milano. Piove, piove tanto. Ricomincia, finalmente, Sabatonotte.  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho ritrovato questo <a href="http://www.ozioaffaccendato.com/2007/06/03/la-mia-nottedi-sabato/" target="_blank">post</a> e mi ha fatto un po&#8217; tenerezza. Era il 3 giugno di due anni fa, sono passati davvero tanti mesi dal quel giorno e la mia vita è completamente cambiata, anche se alcuni punti fissi sono rimasti e ne sono davvero felice.</p>
<p>Scrivevo così:<br />
&#8220;Sabato notte. Milano. Piove, piove tanto. Ricomincia, finalmente, <a href="http://www.macchianera.net/2007/06/02/sabatonotte_8a_puntata.html">Sabatonotte</a>.   <a href="http://www.macchianera.net/">Gianluca Neri </a>e <a href="http://www.sasakifujika.net/">Simone Tolomelli </a>chiacchierano in penombra accompagnati dal ticchettio della pioggia, catturata dal microfono sul terrazzo. Parole, letture, storie e buona musica. Io sono qui, come capita spesso. Una piacevole costante, ogni giorno più piacevole. Direi…<br />
Ascolto.Scrivo. Bevo Coca Cola e fumo qualche sigaretta. E’ una serata di quelle che vorresti trascorrere proprio quando piove, a Milano. Ovunque. Sono le serate che a me piacciono, quando la compagnia è buona tutto passa più leggero. Come questa leggera pioggia di giugno che porta via il caldo dei giorni passati e racconta, tra le gocce, l’arrivo dell’estate.<br />
Domani si parte per Roma. Un paio di giorni. Buonanotte. Buon Sabatonotte.&#8221;<br />
Questa notte è ancora <a href="http://www.macchianera.net/2009/04/04/sabatonotte-10a-puntata/#more-11466" target="_blank">Sabatonotte</a>, in una stanza a pochi metri da me ci sono i miei amici Matteo Bordone e Simone Tolomelli e il mio uomo Gianluca Neri. Il divano su cui sono seduta ora, distrutta dal Fish&amp;Chips e dalla pastiera napoletana che ho preparato per una cena tra amici, è lo stesso di due anni fa solo che ora è il mio divano, quello dove mi addormento la domenica tra le braccia dell&#8217;uomo sopracitato.<br />
Ho il computer che trasmette Radionation, con un po&#8217; di ritardo arrivano le voci dei ragazzi: questo Sabatonotte è dedicato a loro, o meglio è tutto loro. E così mi ritrovo qui da sola, per non disturbare il testosterone che vaga nello studio, a pensare al bene che voglio a quelle voci che escono dal mio computer. A distanza di due anni sono ancora qui, &#8220;abbottata&#8221; di felicità.</p>
<p>Nei prossimi giorni la Signorina Fiamma, il mio alter ego culinario, racconterà di quello che ha cucinato questa sera, con tanto di foto. Se siete curiosi andate <a href="http://blog.donnamoderna.com/duecuorieunfornello/" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>Buonanotte. Buon Sabatonotte.</p>
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		<title>Necessità</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 13:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Mazzarotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; troppi anni che non ce l&#8217;ho. Troppi anni che non faccio quella cosa tutti i giorni religiosamente. Troppi anni che non ne possiedo uno tutto mio. Troppi anni che non lo appendo a un chiodo, magari in cucina.
Voglio un calendario dell&#8217;avvento.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; troppi anni che non ce l&#8217;ho. Troppi anni che non faccio quella cosa tutti i giorni religiosamente. Troppi anni che non ne possiedo uno tutto mio. Troppi anni che non lo appendo a un chiodo, magari in cucina.</p>
<p>Voglio un calendario dell&#8217;avvento.</p>
<img src="http://www.ozioaffaccendato.com/?ak_action=api_record_view&id=628&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>New York state of mind</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 17:06:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Mazzarotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Barney Greengrass, The New York Palace, la Rai Corporation, Soho-Nolita-Greenwich-Noho, Ground Zero, Central Park, Upper West Side, le piste di pattinaggio sul ghiaccio, gli hamburger, 27 cheesecake, i taxi, la tv, le mance, Papa, il New Jersey, l&#8217;Empire State Building, Avenue Q, KFC, Anthropologie, Abercrombie&#38;Fitch, FAO Schwartz, Starbucks, &#8220;mondo succo&#8221;, volo di andata e ritorno, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Barney Greengrass, The New York Palace, la Rai Corporation, Soho-Nolita-Greenwich-Noho, Ground Zero, Central Park, Upper West Side, le piste di pattinaggio sul ghiaccio, gli hamburger, 27 cheesecake, i taxi, la tv, le mance, Papa, il New Jersey, l&#8217;Empire State Building, Avenue Q, KFC, Anthropologie, Abercrombie&amp;Fitch, FAO Schwartz, Starbucks, &#8220;mondo succo&#8221;, volo di andata e ritorno, Bazzini, gli scoiattoli&#8230;</em></p>
<div><img class="align center" title="gd6789516bnps-5941" src="http://www.ozioaffaccendato.com/wp-content/uploads/2008/11/gd6789516bnps-5941-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></div>
<p>Questo è tutto quello di cui vi vorrei parlare e giuro che lo farò nei prossimi giorni, pezzo per pezzo smonterò e rimonterò la mia settimana a New York come si fa con i lego e mi divertirò di nuovo scrivendo e ripensando a quanto sia stato bello rivedere la Grande Mela.</p>
<p>Stay tuned. Woman at work.</p>
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		<title>La torta più buona per me</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 14:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Mazzarotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dolce&Salato]]></category>
		<category><![CDATA[Ozio personale]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono quattro donne basse, cicciotte, dalle facce simpatiche e con gli occhi chiari. Arrivano a malapena all’altezza del grande bancone di vetro che, scaffale dopo scaffale, raccoglie le delizie più deliziose che io conosca. Siamo nel ghetto di Roma, è domenica mattina e la fila esce fuori dalla piccola pasticceria che qualunque romano &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-564" title="Boccione" src="http://www.ozioaffaccendato.com/wp-content/uploads/2008/09/zz32f0489d-262x300.jpg" alt="" hspace="4" vspace="2" width="262" height="300" />Ci sono quattro donne basse, cicciotte, dalle facce simpatiche e con gli occhi chiari. Arrivano a malapena all’altezza del grande bancone di vetro che, scaffale dopo scaffale, raccoglie le delizie più deliziose che io conosca. Siamo nel ghetto di Roma, è domenica mattina e la fila esce fuori dalla piccola pasticceria che qualunque romano &#8211; ma non solo &#8211; dovrebbe visitare una volta nella vita.<br />
Le quattro donne sono tre sorelle, almeno così ho sempre creduto io e voglio immaginarmele così, la quarta è la madre: la matriarca, il capo, colei che (sempre nella mia fantasia) ha dato il via alla tradizione di famiglia; guardando i suoi occhi s’intuisce subito che è lei la detentrice di tutti i segreti che circondano la preparazione di quei dolci ricchi di storia e di tutto quel che vuoi. Tra le tante cose che preparano al ghetto (mostaccioli, bruscolini tostati, biscotti alla cannella) c’è la torta ricotta e cioccolato, una delle cose che preferisco al mondo.</p>
<p>La ricotta bianca come neve è sporcata da gocce colanti di cioccolato fondente, l’impasto è racchiuso in una pasta che non permette di conoscere il contenuto della torta prima di tagliarla, la pasta dalla leggera crosta avvolge completamente l’impasto interno.<br />
Una pasta ambrata, morbida, quasi bruciata, ma in realtà semplicemente perfetta. Si taglia come burro e il coltello rimane sporco di quella crema di ricotta e cioccolato che ti chiede di essere leccata via dalla lama.<br />
Il primo morso è un crescendo di sapori: uova, farina, latte, ancora latte che diventa ricotta, e piccoli tocchi di cioccolato lungo tutte le papille.<br />
Al terzo morso pensi che non riuscirai mai a finire quella fetta, ma quando poi la tua gola inghiotte l’ultimo pezzo di crosta la tua mente ti ripete un unico messaggio: ancora, ancora, ancora.</p>
<p><span id="more-553"></span></p>
<p>Tutta questa premessa è stata doverosa per far capire come mi sono sentita quando, domenica mattina, a un giorno dall’inizio del Capodanno ebraico, ho comprato questa torta.<br />
Sono in fila da venti minuti e finalmente entro nella pasticceria di quattro metri per quattro che alle sue spalle nasconde un mondo di forni caldi e farina sparsa per terra, prima ancora di essere servita chiedo: “ci sono ancora le torte ricotta e cioccolato?”<br />
Una delle tre sorelle mi risponde di sì, ma ce ne è una sola!<br />
Un brivido mi corre lungo la schiena, sono venuta  di proposito oggi per portare quella divinità fatta a forma di torta a Milano e rischio di perderla. Ho quattro persone in fila davanti a me: una chiede una mezzaluna di pasta di mandorle ripiena di frutta candita e ricoperta di una glass bianca e zuccherosa; a seguire un signore chiede la torta visciole e ricotta (le visciole sono ciliegie che credo si trovino solo a Roma e dintorni, perfette per le crostate e per questa torta simile alla mia preferita e che ospita le visciole al posto del cioccolato).<br />
Fuori due! Anzi tre, dato che il signore della mezzaluna era accompagnato dalla moglie. Manca solo una signora distinta e poi sarà il mio turno.<br />
“Ho ordinato una torta la scorsa settimana”  &#8211; dice lei – “ho anche lasciato l’acconto”.<br />
Mentre la signora dice quale è il suo cognome arriva il mio turno.<br />
La sorella che mi serve, credo si la più grande, si ricorda subito che avevo già chiesto la torta ricotta e cioccolato e me la prende.<br />
Nel frattempo però l’altra sorella non trova la torta messa da parte per la signora e chiede aiuto alla sorella che mi sta servendo.<br />
La mia torta rimane ferma sul bancone in attesa di capire chi sarà il suo proprietario. Niente, ancora niente, la torta della signora non si trova. “Ce la saremo dimenticata, ma se ha pagato l’acconto dobbiamo darle quella” – dicono tra loro le sorelle indicando la mia torta.<br />
Aiuto!<br />
Nel caos la signora parla all’improvviso e dice: “Ma forse, visto che l’ha ordinata mia figlia, ha dato il suo di cognome”.<br />
Amo le donne che hanno queste illuminazioni improvvise.<br />
“Signora come si chiama sua figlia?”  chiedono le sorelle e anche io nella mia mente.<br />
La donna dà il cognome da sposata della figlia e finalmente la torta ordinata viene trovata. Le tre sorelle si guardano soddisfatte, non potevano aver sbagliato, proprio loro che da anni ricevono ordinazioni su ordinazioni e riescono ad accontentare tutti.<br />
Quasi tutti: sono stata l’ultima ad aver ritirato una torta ricotta e cioccolato domenica mattina.<br />
E’ come trovare vincere a cricket con la Regina di cuori nel campo del Paese delle Meraviglie e chiamarsi Alice.<br />
E’ come diventare bambini quando si è un burattino o innamorarsi di un principe quando seri una sirenetta.<br />
E’ come trovare il biglietto d’oro dentro la cioccolata di Willie Wonka.<br />
E’ una magia. Una cosa surreale che fa felice solo te che la stai vivendo.<br />
Una di quelle cose che quando le racconti ti prendono per pazza.<br />
Beh, questa magia ora è al mio fianco diretta a Milano e forse quando leggerete sarà già finita.</p>
<p>Alla fine di tutto ci mi sono messa a fare qualche ricerca su internet <a href="http://www.gingerandtomato.com/le-ricette/ricette-dolci/i-ginetti-il-tortolicchio-e-la-ricetta-della-torta-di-visciole-conosciamo-boccione-lantico-forno-del-ghetto-ebraico-di-roma/" target="_blank">scoprendo</a> che il posto che ho sempre chiamato &#8220;il forno del ghetto&#8221; in realtà si chiama <strong>Boccioni</strong> e che, come immaginavo, &#8220;<em>la famiglia che lo gestisce è l’unica erede di una tradizione culinaria che risale al medioevo e che ha visto tramandarsi le ricette di padre in figlio, come si usa fare per la millenaria tradizione orale religiosa</em>&#8220;.</p>
<p><em><strong><strong>Il Forno del Ghetto <span class="hilite">Boccioni</span></strong><br />
Via del Portico d’Ottavia 2, Roma<br />
Chiuso il sabato<br />
Tel. +39 06 6878637 </strong></em></p>
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		<title>Un weekend romano</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 14:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Mazzarotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano-Roma-Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Ozio personale]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Ugo tira, vuole vedere chi scenderà da quel treno. Lui lo sa perché si trova lì, sono anni ormai che ripete quel percorso: salire in macchina, scendere alla stazione, cercare il binario giusto e guardare il treno arrivare.
Gli inservienti della stazione che gli  urlano: “&#8217;A bello!” e lui che prosegue per la sua strada.
Io [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ugo tira, vuole vedere chi scenderà da quel treno. Lui lo sa perché si trova lì, sono anni ormai che ripete quel percorso: salire in macchina, scendere alla stazione, cercare il binario giusto e guardare il treno arrivare.<br />
Gli inservienti della stazione che gli  urlano: “&#8217;A bello!” e lui che prosegue per la sua strada.<br />
Io non so se realmente si renda conto del mio arrivo, ma è lì che mi aspetta. Come i miei, in un venerdì sera qualsiasi, alla Stazione Termini.<br />
Un weekend romano che da troppo tempo non mi prendevo, Roma è presente: anche lei mi aspetta per farmi sentire a casa, mai di passaggio.</p>
<p>I palazzi s’illuminano il sabato mattina e scaldano le passeggiate di turisti e dei romani. Una pizza in famiglia in luogo colorato, studiato e partenopeo. Leggo l’orgoglio di mio padre nel farmi sapere che il nuovo locale è &#8211; come dice l’anziano padrone napoletano &#8211; “<em>nu scpettacolo archite&#8217;!</em>”.<br />
Io sono orgogliosa di loro e loro di me. E’ tutto un piacere e Roma ne è complice.<br />
Piazza San Lorenzo in Lucina, nascosta tra la politica e il caos del Lungotevere, ospita bambini in bicicletta, padri in attesa di un caffè e tavolini pieni di gente. Mi è sempre piaciuta questa piazza, trovo sia il salotto buono al centro del grande appartamento che è Roma, che più che un appartamento sembra una comune.</p>
<p><span id="more-548"></span></p>
<p>Questo termine risulterà però poco adatto ai gruppi di ragazzi che girano per Trastevere, così uniti che sembrano formare una squadra, un sabato sera come un altro, con i capelli rasati (forse troppo), i jeans attillati (forse troppo). Ne ho notati tanti così conciati, ma forse è solo una mia sensazione.<br />
Gruppi nuovi o solo una forza nuova che si mischia con i punkabbestia che percorrono, di certo in modo meno ordinato, le stesse stradine romane, quelle in cui basta alzare lo sguardo per leggere nei panni stesi alle funi la vita di tutte le famiglie che abitano quei vecchi palazzi che puzzano di Roma.<br />
Sabato sera a Trastevere è un incontro, mai scontro, di sguardi, spalle, cani randagi, fumo, rasta e birre.<br />
Sabato sera e una pizza con le amiche, quelle che da troppo tempo non vedi riunite allo stesso tavolo: una ordina la pizza con le patate (anche se lì non la fanno), l’altra vuole le olive ascolane, un’altra “<em>ancora del limoncello, grazie</em>”. Tutte vogliono parlare, o forse no.<br />
Si dicono cose, alla fine ci si giudica tutte ma nessuno lo fa con superbia, ma solo per non dover vedere più in qualcuna espressioni contrariate, scocciate o forse, giustamente, solo incazzate.<br />
Argomenti: il contorno occhi (oddio ma allora siamo proprio tutte vicino ai trenta) e il rapporto con i genitori (“<em>è vero che una volta che sei fuori di casa tornarci, anche solo ogni tanto, è una rottura?</em>”). Confidenze tra un morso di pizza e l&#8217;altro.<br />
Che poi sinceramente non ho capito perché tra me e le mie amiche ci confidiamo le cose una a una, che poi sappiamo quasi tutto di tutte.  Propongo un meeting settimanale e stop.<br />
Si passeggia, si corre per rimettere i soldi nel parchimetro dato che “<em>ci sono un sacco di vigili e le multe le fanno eccome!</em>”, ci s’imbatte in un gruppo di donne che festeggiano l’addio al nubilato di un’amica che attraversa le stesse strade delle squadre e dei punkabbestia di prima solo che indossa un grembiule orrendo e le amiche (chiamale amiche) in corteo le cantano dietro: “<em>Nun te sposà, nun te sposà, pensa alle corna che devi portà…</em>” (da cantare a cappello sulle note della marcia nuziale).<br />
“<em>I posti rimangono gli stessi, le persone cambiano. E’ il corso delle cose, dei luoghi: prima li scoprono i fighetti poi ci vanno tutti, e viceversa</em>.”<br />
E così una mia amica determina la fine delle solite serate a Trastevere.</p>
<p>Siamo dalla parte dei fighetti o dei “tutti”? Questo non è dato saperlo. Fatevi i fatti vostri, siamo cresciute e basta. Meglio una cena e un bicchiere di vino in più, tanto poi si straparla comunque.<br />
Si torna a casa, quella che hai sempre considerato tale e che rimarrà sempre lei.</p>
<p>Ecco come rispondere: quando si va via di casa si ha più voglia di concentrare le emozioni in quelle ore in cui si sta di nuovo insieme: rabbia, amore, risate e lacrime. Tutto viene mixato vorticosamente e non sai dove si trovi l’occhio del ciclone finché non abbracci forte tuo padre e tua madre , risali sul treno e vedi Ugo andare via, senza neanche voltarsi, con quelle gambette veloci e quella coda a maialino.<br />
Io non se si realmente si renda conto della mia partenza, ma  se ne va sereno come chi sa, come i miei, che mi rivedrà scendere da quel treno, forse lo stesso su cui sono salita, in un lunedì mattina qualsiasi, alla Stazione Termini.</p>
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		<title>Giornate così</title>
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		<pubDate>Thu, 22 May 2008 14:11:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Mazzarotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una giornata orrenda.
Piove, forse no.
C&#8217;è il sole, forse no.
Mi devo mettere gli occhiali da sole, ma anche no.
Mi danno un fastidio queste giornate un po&#8217; così.
Mi innervosisco parecchio!
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Piove, forse no.<br />
C&#8217;è il sole, forse no.<br />
Mi devo mettere gli occhiali da sole, ma anche no.<br />
Mi danno un fastidio queste giornate un po&#8217; così.<br />
Mi innervosisco parecchio!</p>
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		<title>Ah, come mi piacerebbe</title>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2008 13:04:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Mazzarotta</dc:creator>
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<p><a href="http://www.ozioaffaccendato.com/wp-content/uploads/2008/05/7646l.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-487" title="Donnina segnavento" src="http://www.ozioaffaccendato.com/wp-content/uploads/2008/05/7646l.jpg" alt="" width="354" height="382" /></a></p>
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		<title>La mia mamma</title>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2008 12:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Mazzarotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;anno scorso ho scritto un paio di righe sulla mia mamma, quest&#8217;anno l&#8217;hanno chiesto a lei. Rileggendo i due  post mi è venuto da sorridere: quando ci chiedono di parlare l&#8217;una dell&#8217;altra, quello che raccontiamo più volentieri è proprio la nostra capacità di mantenere un rapporto speciale che ci unisce ormai da 28 anni.
Auguri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;anno scorso <strong><a href="http://grazia.blog.it/2007/05/11/la-mamma-sul-blog/">ho scritto</a></strong> un paio di righe sulla mia mamma, quest&#8217;anno l&#8217;hanno chiesto<strong> <a href="http://grazia.blog.it/2008/05/08/ridiamo-tantissimo-e-siamo-tifosissime-della-stessa-squadra/">a lei</a></strong>. Rileggendo i due  post mi è venuto da sorridere: quando ci chiedono di parlare l&#8217;una dell&#8217;altra, quello che raccontiamo più volentieri è proprio la nostra capacità di mantenere un rapporto speciale che ci unisce ormai da 28 anni.</p>
<p>Auguri Mamma!</p>
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