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OzioAffaccendato

“Lo scrivere è un ozio affaccendato†Goethe

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Archive for the ‘Ozio personale’ Category

Mag-22-2008

Giornate così

Posted by Ilaria Mazzarotta under Ozio personale, Uncategorized

Una giornata orrenda.
Piove, forse no.
C’è il sole, forse no.
Mi devo mettere gli occhiali da sole, ma anche no.
Mi danno un fastidio queste giornate un po’ così.
Mi innervosisco parecchio!

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Mag-8-2008

Ah, come mi piacerebbe

Posted by Ilaria Mazzarotta under Ozio personale

E’ per cose di questo tipo che vorrei poter avere un giardino tutto mio…

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L’anno scorso ho scritto un paio di righe sulla mia mamma, quest’anno l’hanno chiesto a lei. Rileggendo i due post mi è venuto da sorridere: quando ci chiedono di parlare l’una dell’altra, quello che raccontiamo più volentieri è proprio la nostra capacità di mantenere un rapporto speciale che ci unisce ormai da 28 anni.

Auguri Mamma!

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Apr-15-2008

E poi pensi che son passati 10 anni

Posted by Ilaria Mazzarotta under Ozio personale

Ho 28 anni e l’aria da signora mi sta anche male

e non ci credo quando mi dicono che sono speciale

i complimenti costano poco e certe volte non valgon di più

quello che sono, dove vado, ciò che voglio lo so soltanto io.

*Rivisitando Jovanotti.

Apr-7-2008

Taaaag!

Posted by Ilaria Mazzarotta under Ozio personale

L’altro giorno ho costretto il mio uomo a cambiare per l’ennesima volta la grafica di questo blog. Un blog sul quale peraltro non scrivo molto spesso, come mi rimproverano in molti (oggi anche pubblicamente, che figuraccia).

Ora la grafica mi piace molto: è rossa come me, c’è il mio Ugo bello piazzato sul divano e poi ci sono io, tanto ormai lo sanno tutti che faccia ho (con tutti, ovviamente, intendo chi mi conosce e i pochi che passano su questo blog). Chi, poi, non lo sapesse almeno si toglie la curiosità. A volte, anzi la maggior parte del tempo, sul mio volto è stampato un bel sorriso, ma la foto l’ha scelta sempre l’uomo di cui sopra e dice che graficamente rende di più. Forse ha ragione.

Nel mettere in ordine la colonna di destra ho chiesto (sempre a lui) di inserire come widget la Tag Cloud (ho detto già troppe parole da uomo/nerd e me ne vergogno quasi). Io le tag ho cominciato ad inserirle da pochissimo, anche perché non ne comprendevo (comprendo) l’utilità.

Lui: «Fatto! La TagCloud è inserita, ora aggiorniamo la pagina così la vedi»

Mela R (questo non è un temine da uomo/nerd, ma da “MACchista” che ha imparato alcuni comandi per usare velocemente la tastiera).

Io: «Aaah! Ma sono così romanocentrica?»

La mia tagcloud è pazzesca: aborto, amicizia, automobili, bambini, calcio, cartoons, condor, lazio, libri, ROMA, treno, tv, viaggi.

Semplicemente orrenda. Ho deciso così di rimediare a tutto in un colpo solo: aggiungo un po’ di tag a casaccio in questo post, ne raddoppio qualcuna e “taaac” finalmente la nuvoletta assume una forma quantomeno decente.

Tra pochi secondi avrò una bellissima tag cloud (e nessuno potrà più rendersi conto di come era fino a poco fa) e un post in più.

Mar-26-2008

Ma tu guarda un po’

Posted by Ilaria Mazzarotta under Milano-Roma-Milano, Ozio personale

Mi sono bastate pochi giorni, due treni, tanta pioggia e una ricorrenza cristiana, che ricordo solo per l’abbacchio e il cioccolato, a farmi pensare a un sacco di cose.
In poche ore ho capito che:

- Roma è bella anche bagnata. Scivolosa, mai umida, fredda e luccicante dopo un acquazzone. Roma è bella perché cambia, ma alla fine è sempre lei: vecchia, pesante e monumentale.
- Guidare una macchina piccolina dopo che da sei mesi giri con una berlina tedesca, che ti fa sentire attaccata all’asfalto anche solo mettendo la prima, è tutta un’altra cosa. E’ come fare un giro sugli “autoscontri†del Lunapark.
- I turisti a Roma attraversano come schegge impazzite in qualunque ora del giorno. Pochi giorni fa un ragazzo ha investito e ucciso due ragazze e mi sono ritrovata a pensare: «Cavolo, poteva capitare anche a me». Io non corro, non guido quando bevo e, soprattutto, ho imparato sin da piccola che bisogna guardare bene la strada prima di attraversare!
- Le mie amiche sono sempre le stesse e io con loro sono la stessa. Quella di prima.
- Sfogliando le vecchie foto, tra Roma e Milano, mi rendo conto di come passa in fretta il tempo. Ne vado fiera (di quelle foto e del mio tempo passato). Quando poi all’improvviso lo schermo del computer, per un gioco di luci, riflette la tua faccia sovrapposta a quei vecchi-giovani volti ti senti bella, io mi sento bella, e soprattutto più felice.
- Ho fatto bene a non pensare mai di fare l’insegnante perché spiegare Google Reader a mia madre è stata una faticaccia. Alla fine però ce l’ho fatta.
- Il mio cane pesa 34 chili e non capisco come abbia fatto. Quando si piega su un fianco sembra una fisarmonica silenziosa. Cinque chili in più in poco tempo. Ugo, come abbiamo fatto?
- La carne di Feroci è imbattibile. La colomba non mi piace più e l’uovo di Pasqua non mi emoziona come un tempo. Ho la sensazione che si sia rimpicciolito oppure io sono diventata troppo grande per scartarlo.
- Il mondo si è proprio ribaltato se una parte alle 8.30 da una piovosa Roma e arriva alle 13.00 in una solare Milano.
- Ascoltare Mozart dormendo in treno è il massimo.
- Papa Ratzinger adora i miei stessi biscotti alle mandorle e cannella, quelli del ghetto di Roma. C’è qualcosa che non va. Ci manca solo che mangi il Kebab quando non fanno in tempo preparargli la cena e che ogni tanto sgranocchi qualche involtino primavera.

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Premessa: i miei amici, soprattutto quelli milanesi e poco sportivi (tra i quali includerei il mio uomo), mi daranno della pazza, ma oggi guardando la tv ho capito come potrò gestire serenamente il rapporto tra un mio futuro figlio e il calcio. Farò come Claudio Amendola, romanista d.o.c.

Oggi ha raccontato, come aveva già fatto in passato, di come è riuscito a far diventare romanista suo figlio Rocco, avuto da Francesca Neri, la bella attrice, purtroppo laziale. Quando il piccolo aveva solo due anni, Amendola gli fece sparire tutti, ma proprio tutti i suoi giocattoli. Rocco, disperato, andò dal padre in lacrime a chiedere dove fossero finiti. “Amore mio, è successa una cosa tremenda: sono entrati in casa dei laziali e te li hanno fregati tutti”.
Il povero Rocco rimase sconvolto per qualche ora, ma dopo un po’ come tutti i bambini di quell’età si mise a fare altre cose, e distraendosi non pensò più a quell’orrendo furto. Il giorno dopo Claudio Amendola riportò tutti i giochi al loro posto e appena Rocco se ne accorse gli raccontò che dei romanisti avevano ritrovato i suoi giocattoli e glieli avevano riportati.

Rocco ora è romanista.

Lo so che è una cosa assurda, ma quando si vive fuori Roma, circondati da milanisti, interisti e, soprattutto, juventini, tocca organizzarsi.

C’è una scritta bella grossa sullo schermo che ho davanti e dice: “ALERT. Obama wins dem race; Clinton, Edwardas fight for 2nd.” Sono quasi le due di notte, sono nel mio rifugio familiare romano e guardo Fox News. Vivo da circa tre mesi con un uomo che lavora, soprattutto, di notte. Praticamente, se lavorasse con gli americani sarebbe perfetto. Se io vivessi e dovessi votare in America sarebbe perfetto.
Non so veramente dire se mi stia appassionando alla campagna presidenziale negli U.S.A. per questioni di lavoro, perché guardo troppi telefilm americani o solo perché la politica americana è più coinvolgente. So solo che se fossi lì voterei per Barack Obama perché a me Hillary Clinton, fatta eccezione per il nome, non mi convince.
Ho superato da un po’ i diciotto anni e avrò votato, se non sbaglio, al massimo tre volte. Solo ultimamente, però, è aumentata la mia voglia di incazzarmi, capire e discutere di quello che accade politicamente in Italia.
Mi sento un po’ come quelle star di Hollywood che hanno sempre usato la lacca per i capelli e poi si sono accorte, grazie a Clooney, ad Al Gore e a Bono, che esiste una via ecologica alla messa in piega.
Il problema è che, comunque, mi rendo conto che mi appassiona molto di più la campagna presidenziale statunitense che il ring del Senato italiano.
Le due e mezza, un anchorman di Fox News, botulinato e con i denti sbiancati, scherza con una rappresentante dei giovani democratici: una ragazza carina, educata e molto giovane. Ci sono diversi giornalisti che analizzano gli exit polls.
Ma avete un vago ricordo di come vengono gestite le previsioni di voto dai nostri giornalisti? Io solo per non sentire Mentana o Fede dare i numeri non andrei più a votare, ma forse per quello basta non guardare ogni giorno il Tg4 o Matrix.
Tornando al fuso orario che preferisco ultimamente, continuo a pensare che Hillary Clinton sia sopravvalutata: non sopporto l’idea che gli elettori si facciano influenzare da due lacrime, pensando che la donna candidata finalmente abbia mostrato il suo lato “femminile”; non sopporto che usi il marito, ex presidente, per raccogliere consensi anche fra gli afroamericani (sapendo che lui in South Carolina vinse con circa il 60% dei voti).
Hillary, negli anni, ha dimostrato di avere coraggio e di riuscire a camminare con le proprie gambe, ma guarda caso Bill è sempre al suo fianco.
Io spero vinca Obama, ma chiunque dovesse diventare il prossimo presidente americano spero faccia il suo dovere e che soprattutto, un giorno, incontrando Berlusconi, abbia l’onestà di dirgli: Your english sucks!.

Gen-17-2008

e ora voglio questa.

Posted by Ilaria Mazzarotta under Ozio personale

Da anni desidero tornare a casa e trovarci una Bibliochaise (ma non saprei dove metterla), ora vorrei questa cosa qui. consoleshelves.jpg

L’ho trovata su questo sito, il problema è che anche per questa avrei problemi di spazio.

Ho capito! Prima o poi mi compro un loft: ampi spazi, ampie sedie, oggetti enormi e tanti desideri da poter realizzare.

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Nov-25-2007

Cuore fa rima con motore

Posted by Ilaria Mazzarotta under Accadde, accade e accadrà, Ozio personale

scansione00021.jpg Si chiama Dolly ed è nata nel 1974. Quando la conobbi era stanchissima, aveva appena percorso 600 Km per conoscermi. Aveva 24 anni e se ne stava nascosta al buio nel mio garage. Mi ricordo perfettamente l’istante in cui, tornata da scuola in motorino più tardi del solito presa com’ero a farmi fare gli auguri da tutti, schiacciai il pulsante del telecomando e la sarracinesca si alzò lentamente mostrando quel muso nero un po’ imbronciato. Non poteva essere il mio garage, forse c’era stato qualche contatto, si era aperto quello del vicino. No, non poteva essere. Poi lei mi mostrò un cartello bianco scritto con una bella calligrafia, era quella di mio padre, non potevo sbagliarmi anche su questo: “E’ una responsabilità, ma te la meriti. Auguri. Mamma e Papà”. Sentii qualcuno singhiozzare sopra di me, alzai lo sguardo e vidi mia madre affacciata alla finestra che mi guardava emozionata. Io ero ancora in sella al motorino. Non riuscivo a scendere, non capivo come fosse stato possibile per i miei mantenere un segreto così. Dopo 18 anni erano riusciti davvero a farmi una sorpresa. Fino a quel momento, in un modo o nell’altro, con estenuanti domande, trabocchetti, richieste esplicite e, soprattutto, grazie ad uno spirito da agente segreto della CIA, ero sempre riuscita a sapere in anticipo cosa mi avrebbero regalato.
Quella volta però fu proprio una sorpresa e anche Dolly sembrò contenta di avermi fatto felice. Read the rest of this entry »