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OzioAffaccendato

“Lo scrivere è un ozio affaccendato” Goethe

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Archive for the ‘Milano-Roma-Milano’ Category

feb-18-2009

Mamma Roma

Posted by Ilaria Mazzarotta under Milano-Roma-Milano

Mi hanno fatto scoprire questa cosa, pure essendo romana non l’avevo mai sentita…

Remo Remotti
A Roma salutavo gli amici. Dove vai? Vado in Perù. Ma che sei matto?
Me ne andavo da quella Roma puttanona, borghese, fascistoide, da quella Roma del “volemose bene e annamo avanti”, da quella Roma delle pizzerie, delle latterie, dei “Sali e Tabacchi”, degli “Erbaggi e Frutta”, quella Roma dei castagnacci, dei maritozzi con la panna, senza panna, dei mostaccioli e caramelle, dei supplì, dei lupini, delle mosciarelle…
Me ne andavo da quella Roma dei pizzicaroli, dei portieri, dei casini, delle approssimazioni, degli imbrogli, degli appuntamenti ai quali non si arriva mai puntuali, dei pagamenti che non vengono effettuati, quella Roma degli uffici postali e dell’anagrafe, quella Roma dei funzionari dei ministeri, degli impiegati, dei bancari, quella Roma dove le domande erano sempre già chiuse, dove ci voleva una raccomandazione…
Me ne andavo da quella Roma dei pisciatoi, dei vespasiani, delle fontanelle, degli ex-voto, della Circolare Destra, della Circolare Sinistra, del Vaticano, delle mille chiese, delle cattedrali fuori le mura, dentro le mura, quella Roma delle suore, dei frati, dei preti, dei gatti…
Me ne andavo da quella Roma degli attici con la vista, la Roma di piazza Bologna, dei Parioli, di via Veneto, di via Gregoriana, quella dannunziana, quella barocca, quella eterna, quella imperiale, quella vecchia, quella stravecchia, quella turistica, quella di giorno, quella di notte, quella dell’orchestrina a piazza Esedra, la Roma fascista di Piacentini…
Me ne andavo da quella Roma che ci invidiano tutti, la Romacaput mundi, del Colosseo, dei Fori Imperiali, di Piazza Venezia, dell’Altare della Patria, dell’Università di Roma, quella Roma sempre con il sole – estate e inverno – quella Roma che è meglio di Milano…
Me ne andavo da quella Roma dove la gente pisciava per le strade, quella Roma fetente, impiegatizia, dei mezzi litri, della coda alla vaccinara, quella Roma dei ricchi bottegai: quella Roma dei Gucci, dei Ianetti, dei Ventrella, dei Bulgari, dei Schostal, delle Sorelle Adamoli, di Carmignani, di Avenia, quella Roma dove non c’è lavoro, dove non c’è una lira, quella Roma del “core de Roma”…
Me ne andavo da quella Roma del Monte di Pietà, della Banca Commerciale Italiana, di Campo de’ Fiori, di piazza Navona, di piazza Farnese, quella Roma dei “che c’hai una sigaretta?”, “imprestami cento lire”, quella Roma del Coni, del Concorso Ippico, quella Roma del Foro che portava e porta ancora il nome di Mussolini, Me ne andavo da quella Roma dimmerda! Mamma Roma: Addio!

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set-29-2008

Un weekend romano

Posted by Ilaria Mazzarotta under Milano-Roma-Milano, Ozio personale

Ugo tira, vuole vedere chi scenderà da quel treno. Lui lo sa perché si trova lì, sono anni ormai che ripete quel percorso: salire in macchina, scendere alla stazione, cercare il binario giusto e guardare il treno arrivare.
Gli inservienti della stazione che gli urlano: “’A bello!” e lui che prosegue per la sua strada.
Io non so se realmente si renda conto del mio arrivo, ma è lì che mi aspetta. Come i miei, in un venerdì sera qualsiasi, alla Stazione Termini.
Un weekend romano che da troppo tempo non mi prendevo, Roma è presente: anche lei mi aspetta per farmi sentire a casa, mai di passaggio.

I palazzi s’illuminano il sabato mattina e scaldano le passeggiate di turisti e dei romani. Una pizza in famiglia in luogo colorato, studiato e partenopeo. Leggo l’orgoglio di mio padre nel farmi sapere che il nuovo locale è – come dice l’anziano padrone napoletano – “nu scpettacolo archite’!”.
Io sono orgogliosa di loro e loro di me. E’ tutto un piacere e Roma ne è complice.
Piazza San Lorenzo in Lucina, nascosta tra la politica e il caos del Lungotevere, ospita bambini in bicicletta, padri in attesa di un caffè e tavolini pieni di gente. Mi è sempre piaciuta questa piazza, trovo sia il salotto buono al centro del grande appartamento che è Roma, che più che un appartamento sembra una comune.

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apr-25-2008

Pensieri di viaggio

Posted by Ilaria Mazzarotta under Milano-Roma-Milano, Oziare Viaggiando
  • Ai piccioni della stazione di Firenze piacciono (e di molto direi) le patatine di McDonald.
  • A cosa serve dire:«sono 10 anni che viaggio io!», quando tanto che sia la prima volta o la quarantesima che uno sale su un treno italiano i suoi bei 15 minuti di incazzatura, per un motivo o per l’altro, se li fa sempre.
  • Alla Rai esistono i DCP, sono un pacchetto di fogli di carta copiativa (sì, avete capito bene, abbiamo ancora la carta carbone noi. Alla Rai non si butta nulla) sul quale vengono scritti i dati del programma, i brani che sono stati mandati durante la trasmissione, autori, interpreti. I DCP sono una gran rottura, una di quelle classiche cose che ti ripeti sempre di fare ogni giorno, con certosina pazienza, e poi finisce sempre che a fine mese mi ritrovo una pila di fogli accumulati e mi maledico mentre scrivo di corsa rischiando una tendinite al polso destro
  • ECCO!

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apr-25-2008

Felici di viaggiare

Posted by Ilaria Mazzarotta under Milano-Roma-Milano

Partire il 25 aprile è da pazzi, ma era l’unica alternativa possibile, dato che non c’erano posti.
Il binario non l’hanno ancora segnalato, io aspetto piena di giornali, occhiali (da sole in testa, da vista sugli occhi, o viceversa?), borse e maglioni. Un signore mi fuma accanto e m’infastidisce, ma quello è l’unico muretto libero che ho trovato per appoggiarmi e non mi sposto. C’è tantissima gente e l’altoparlante alle 10:53 non ha ancora annunciato il mio treno, Eurostar delle 11:00 per Roma Termini (fermate intermedie Bologna e Firenze Santa Maria Novella). Ore 10:56, finalmente l’annuncio: binario 10. Io sono al 5, m’incammino e come me tante altre persone, valigie, famiglie, amanti. Ma vanno tutti a Roma oggi? Forse è solo la prima tappa per poi dirigersi a San Giovanni Rotondo, da Padre Pio (quello con la maschera), il giornale dice che aspettano milioni di pellegrini, ma per ora quei milioni sono tutti qui, alla stazione centrale di Milano, e mi spingono. Non voglio fare la snob, ma a me questa cosa di accalcarsi e spingersi mi infastidisce. Ho pensato a Padre Pio (ed è la prima volta che mi capita di farlo) solo perché ho notato chiaramente due signore di origine napoletana che si dividono il peso di una borsa frigo, rossa a righine bianche. Immagino: panini con la frittata, insalata di riso, “bibbite” («non t’ho portato la CocaCola perché poi te fa aria») e il caffè freddo. Tutto ciò non può essere la fantasia di un picnic, questo è un pellegrinaggio!
Tutti, tutta questa mandria, le due signore con la borsa frigo ed io, stiamo cercando di salire sul treno. La mia carrozza (sfigata che non sono altro) è in testa al treno e ho paura che non ci arriverò mai, soprattutto se Trenitalia non si decide a spiegare alle persone che non si obliterano i biglietti dell’Eurostar (da quanto mi risulta è a prenotazione obbligatoria e non c’è bisogno di nessuna obliterazione). La gente non lo sa e sono tutti lì, fermi, in fila sparsa, accalcati, davanti all’obliteratrice solo per un timbro.

Muovetevi!

Superato l’imbuto umano riesco a riprendere il mio passo veloce, arrivo fino alla mia carrozza, al mio posto. Dopo esattamente un minuto il treno parte.
“Puntuale!”, verrebbe da dire. Certo che siamo partiti in orario, io sono molto contenta, peccato che parte di quella calca di cui parlavo prima sia rimasta a terra: il treno arriva tardi, la coppie si mettono d’accordo “tu oblitera che io intanto trovo i posti” (non dovete obliterare, cacchio!), le valigie pesano, il treno riparte subito. Taaac! Tutti infuriati col capotreno: c’è chi vuole scendere a Bologna – «accompagnavo solo una mia amica al treno e mi ritrovo costretta in un viaggio verso Roma, che mi fa pure schifo Roma, ha visto quanta delinquenza» – (bla, bla, bla); c’è chi ha lasciato i figli o il marito a terra – «Caro passami le valigie, le metto su e poi ci sediamo» – Una valigia, due valigie e “Bye bye maritino”, addio terza valigia: lei parte mentre lui rimane, basito, a guardare i finestrini del treno scorrergli davanti come un film che stai vedendo senza aver schiacciato play (“Tesoro non ho toccato il telecomando, te lo giuro!”).
Esistono i misteri dei lettori dvd, ma esistono anche le certezze dei treni italiani.
Buon 25 aprile.

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mar-26-2008

Ma tu guarda un po’

Posted by Ilaria Mazzarotta under Milano-Roma-Milano, Ozio personale

Mi sono bastate pochi giorni, due treni, tanta pioggia e una ricorrenza cristiana, che ricordo solo per l’abbacchio e il cioccolato, a farmi pensare a un sacco di cose.
In poche ore ho capito che:

- Roma è bella anche bagnata. Scivolosa, mai umida, fredda e luccicante dopo un acquazzone. Roma è bella perché cambia, ma alla fine è sempre lei: vecchia, pesante e monumentale.
- Guidare una macchina piccolina dopo che da sei mesi giri con una berlina tedesca, che ti fa sentire attaccata all’asfalto anche solo mettendo la prima, è tutta un’altra cosa. E’ come fare un giro sugli “autoscontri” del Lunapark.
- I turisti a Roma attraversano come schegge impazzite in qualunque ora del giorno. Pochi giorni fa un ragazzo ha investito e ucciso due ragazze e mi sono ritrovata a pensare: «Cavolo, poteva capitare anche a me». Io non corro, non guido quando bevo e, soprattutto, ho imparato sin da piccola che bisogna guardare bene la strada prima di attraversare!
- Le mie amiche sono sempre le stesse e io con loro sono la stessa. Quella di prima.
- Sfogliando le vecchie foto, tra Roma e Milano, mi rendo conto di come passa in fretta il tempo. Ne vado fiera (di quelle foto e del mio tempo passato). Quando poi all’improvviso lo schermo del computer, per un gioco di luci, riflette la tua faccia sovrapposta a quei vecchi-giovani volti ti senti bella, io mi sento bella, e soprattutto più felice.
- Ho fatto bene a non pensare mai di fare l’insegnante perché spiegare Google Reader a mia madre è stata una faticaccia. Alla fine però ce l’ho fatta.
- Il mio cane pesa 34 chili e non capisco come abbia fatto. Quando si piega su un fianco sembra una fisarmonica silenziosa. Cinque chili in più in poco tempo. Ugo, come abbiamo fatto?
- La carne di Feroci è imbattibile. La colomba non mi piace più e l’uovo di Pasqua non mi emoziona come un tempo. Ho la sensazione che si sia rimpicciolito oppure io sono diventata troppo grande per scartarlo.
- Il mondo si è proprio ribaltato se una parte alle 8.30 da una piovosa Roma e arriva alle 13.00 in una solare Milano.
- Ascoltare Mozart dormendo in treno è il massimo.
- Papa Ratzinger adora i miei stessi biscotti alle mandorle e cannella, quelli del ghetto di Roma. C’è qualcosa che non va. Ci manca solo che mangi il Kebab quando non fanno in tempo preparargli la cena e che ogni tanto sgranocchi qualche involtino primavera.

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Premessa: i miei amici, soprattutto quelli milanesi e poco sportivi (tra i quali includerei il mio uomo), mi daranno della pazza, ma oggi guardando la tv ho capito come potrò gestire serenamente il rapporto tra un mio futuro figlio e il calcio. Farò come Claudio Amendola, romanista d.o.c.

Oggi ha raccontato, come aveva già fatto in passato, di come è riuscito a far diventare romanista suo figlio Rocco, avuto da Francesca Neri, la bella attrice, purtroppo laziale. Quando il piccolo aveva solo due anni, Amendola gli fece sparire tutti, ma proprio tutti i suoi giocattoli. Rocco, disperato, andò dal padre in lacrime a chiedere dove fossero finiti. “Amore mio, è successa una cosa tremenda: sono entrati in casa dei laziali e te li hanno fregati tutti”.
Il povero Rocco rimase sconvolto per qualche ora, ma dopo un po’ come tutti i bambini di quell’età si mise a fare altre cose, e distraendosi non pensò più a quell’orrendo furto. Il giorno dopo Claudio Amendola riportò tutti i giochi al loro posto e appena Rocco se ne accorse gli raccontò che dei romanisti avevano ritrovato i suoi giocattoli e glieli avevano riportati.

Rocco ora è romanista.

Lo so che è una cosa assurda, ma quando si vive fuori Roma, circondati da milanisti, interisti e, soprattutto, juventini, tocca organizzarsi.

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dic-21-2006

E’ una scelta

Posted by Ilaria Mazzarotta under Milano-Roma-Milano

Non c’è niente da fare, dopo averla ascoltata per una settimana a Condor, come sottofondo, ho capito che la canzone di queste mie vacanze natalizie sarebbe stata “Holiday Road” dei Matt Pond PA.
E’ così, il treno è partito da poco più di un’ora e già la sto ascoltando a ripetizione.
Sono molto scocciata: le valigie sono pesanti, ho un posto comodo in prima classe, che però tra un paio d’ore dovrò cambiare perché se non cambio verso a Firenze mi viene la nausea. Come se non bastasse è finita La Repubblica. Secondo me è una tattica per farmi capire che sto tornando a casa, infatti è rimasto solo Il Messaggero. Stavo pensando che a volte forse sono un pochino snob, anche se poi a questo termine tutti danno un proprio significato.

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