Il mio primo Sanremo milanese.
Trascorso ad ascoltare canzoni nuove con amici nuovi, presentate da un vecchio Pippo e una giovane Michelle.
Dopo diverse serate a Macchiaradio , di cui la finalissima trascorsa a ridere come una pazza (non so se per effetto della Luna Rossa o della CocaCola con l’aspirina?), le canzoni le so quasi tutte a memoria, ma nel cuore ne rimangono solo alcune. Forse, continuando a leggere, capirete quali…
Un Sanremo un po’ così, dove: “Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine. Appunti di una vita dal valore inestimabile. Insostituibili perchè hanno denunciato il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignoratoâ€â€¦â€Cosa nostra, cosa vostra, cos’è vostro? E’ nostra… la libertà di dire che gli occhi sono fatti per guardare la bocca per parlare le orecchie ascoltano…Non solo musica, non solo musicaâ€.
Già , non c’è stata solo la musica ma anche la danza.
Nuovi tormentoni o balli di gruppo come La Paranza, che “è una danza che ebbe origine sull’isola di Ponza. È una danza, ma si pensa rappresenti l’abbandono di una stronza. La paranza è una danza che si balla nella latitanza, con prudenza e eleganza e con un lento movimento de Panzaâ€, oppure la Fondanela: “Apri fontanella, chiudi fontanella. Prendi l’energia mettila di qua, gira l’anca qua gira l’anca ah…â€.
Ma c’è anche chi non sa ballare, come Nada che cantando ci dice: “Non so ballare niente. Nè un tango, nè un valzer. Non so ballare niente, mi dondolo in disparteâ€.
Così nella notte di luna rossa, di luna piena, c’è chi ha sfogato il suo canto e i suoi ormoni, perché “Piena in piena, prendimi stasera sono in piena in piena, prendimi la testa tra le mani e tocca la paura vera, la mia timidezza mi incatena.â€
“No, la verità è probabilmente un’altra. E secondo me è cominciato il disamore; la paura di cadere in percorsi che…†già sappiamo.
Così il sipario si chiude e Sanremo ci lascia. “Meglio così, meglio così.
Peccato sì, ma meglio così.†Dopo cinque serate davvero meglio così “Prima ancora di arrivare con fatica a sopportarci, evitando di guardarci, evitando di parlarci, per difesa o per paura d’interrompere il silenzio. Senza odiarci, per il momento…â€
E’ finito tutto e credo sia andato meglio rispetto agli ultimi anni e, a parte tutte le polemiche sugli ascolti, è stato uno spettacolo che ha fatto ottimi risultati, tanto che: “ll terzo fuochista, l’artista quotato di più sparò i suoi colori nel cielo e nel silenzio vennero giù. Oro, turchese, amaranto, corallo, smeraldo, caffè.â€
E dopo i fuochi, i premi e i saluti rimangono come ogni anno solo i fiori. Così io vi “regalerò una rosa. Una rosa rossa per dipingere ogni cosa, una rosa per ogni lacrima da consolare e una rosa per potere amare.â€
Grazie a: Nada, Daniele Silvestri, Simone Cristicchi, Fabrizio Moro, Momo e Jonny Dorelli.
