|
|
|
|

OzioAffaccendato

“Lo scrivere è un ozio affaccendato” Goethe

Subscribe to OzioAffaccendato

Archive for Febbraio, 2007

Feb-8-2007

E io che ho ancora tutti i miei peluches

Posted by Ilaria Mazzarotta under Accadde, accade e accadrĂ 

Siete sicuri che questo mondo non stia cambiando un po’ troppo in fretta?
Ho letto su Corriere.it della nuova moda che sta spopolando tra i ragazzini americani. Si chiamano Webkinz e non sono semplici peluche.
Ogni pupazzo viene infatti venduto con un suo codice segreto che, una volta inserito sul sito, permette di trasformare il peluche in uno virtuale.
Una sorta di maxi-Tamagotchi, ricordate?
Il peluche a cui verrĂ  dato un nome e un sesso avrĂ  poi la sua casa, potrĂ  invitare amici e inoltre sul sito ci sono tantissimi giochi e quiz per bambini di tutte le etĂ .
Io giocavo con le Barbie e i peluches, li ho ancora tutti chiusi in cantina. C’era la casa delle bambole e le mie amiche venivano a trovarmi e ci divertivamo a creare storie sempre nuove. Va bene che i tempi cambiano, ma l’idea che un bambino non socializzi piĂą con i compagni mi angoscia sul serio.
I Webkinz hanno sdoganato le chat anche per i bambini e ha permesso a tutti di stare a casa propria ed incontrare altri bambini, con altri webkinz, in Rete, senza bisogno di incontrarsi faccia a faccia.
Non so se sia sano.
Non credo che quando avrò un figlio lo vorrò vedere tutto il giorno seduto davanti a un computer.
Non faccio al moralista, anche io giocavo al Nintendo e guardavo tanto al tv, ma non dimentico i pomeriggi al parco o a casa dei compagni/e.
E poi non c’è niente di meglio che comprare i vestiti delle Barbie e tutti gli accessori e giocarci, realmente, interagendo con le proprie amiche.

A proposito: si trovano ancora le Barbie?

P.S. Se poi vi va, fate comunque un giro sul sito Webkinz scoprirete un mondo di colori e tanti, tanti Webkinz da adottare. Se qualcuno fa un salto in America mi potrebbe comprare il Bul Dog!

Feb-6-2007

Vuoi che ti faccio un disegno?

Posted by Ilaria Mazzarotta under Accadde, accade e accadrĂ 

. Lo spirito pratico d’oltremanica ha voluto mettere in chiaro, con uno schemino facile facile, come vanno le cose in Iraq.
“Nessuno è salvo” Recita in prima pagina L’Indipendent di oggi.
Della serie: se non vi fosse chiaro quello che viene detto nell’articolo vi facciamo un disegnino!
Ma noi siamo superiori e ovviamente la nostra piĂą grade preoccupazione è: “Quando ricomincia il campionato?”

Feb-6-2007

L’eterno movimento dell’Europarlamento

Posted by Ilaria Mazzarotta under Parole&Musica

Sull’Internazionale di questa settimana la traduzione dell’articolo di Rafaele Rivais apparso su Le Monde che si chiede se sia davvero necessario il continuo trasloco dei lavori dell’Europarlamento da Bruxelles a Strasburgo. A Condor ne abbiamo parlato con Umberto Guidoni, europarlamentare del Gruppo confederale della “Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica”. Qui il podcast.

Feb-3-2007

Cieca violenza, in cieco Stato

Posted by Ilaria Mazzarotta under Accadde, accade e accadrĂ 

C’è chi prova cordoglio per la famiglia dell’ispettore Raciti, chi propone un minuto di silenzio, chi impone lo stop al campionato.
Il povero ispettore Raciti sarebbe secondo Napolitano, Capo dello Stato.«Vittima della cieca violenza scatenatasi nel campo sportivo in cui prestava servizio».
Si può davvero parlare di cieca violenza?
E’ una vergogna che ci sia gente che va allo stadio solo per sfogare le proprie pulsioni aggressive, ma è altrettanto vergognoso che uno stato democratico, “sviluppato” e “moderno” non riesca a far rispettare le sue leggi e che soprattutto non si decida a vararne di più serie e dure.
Non si può sempre aspettare che ci scappi il morto per fare dichiarazioni perentorie e decidere di fermare il gioco.
«Non si può morire per una partita…» ha detto Salvatore Renda, 24 anni, agente del reparto mobile della polizia rimasto ferito negli scontri al Massimino «Non si può morire per una partita perchĂ© un tifoso cerca di fare rivalere le proprie convinzioni sugli altri usando violenza».
E ha ragione.
Non si può morire per una partita, ma credo anche che non si possa pensare di cambiare la mentalità di un paese con lo “stop al campionato”.
Il calcio non riguarda tutti, ma fa parte di questo Paese, che vi piaccia o meno.
Il problema non è il calcio, ma la testa di chi lo segue e la mentalità di un Paese.
Un Paese, il nostro, che nell’istante in cui vinceva i mondiali scordava che il calcio stava mostrando, allo stesso tempo, la sua brutta faccia con il caso Calciopoli.
In Italia, allo stadio, prima si fa passare il tifoso attraverso i tornelli elettronici, con un biglietto nominale e poi nessuno fa rispettare i posti a sedere.
Un’Italia ha bisogno di schierare un esercito di poliziotti per una partita.
Un Paese che non riesce a trattenere in carcere chi si approfitta ogni domenica di una gara per scatenare la propria violenza insensata.

Sarei dovuta andare allo stadio, questa domenica, e lo schifo di Catania non mi ha fatto passare la voglia di vedere giocare la mia squadra del cuore, perché credo che i violenti non siano la maggioranza. Però ci sono e io, ogni volta che vado a vedere una partita avverto un senso di angoscia. Penso sempre che da un momento all’altro possa succedere qualcosa. E questo non solo in curva, anzi lì i celerini non ci vanno neanche e credo che i problemi “se li risolvano in famiglia”, tra ultras.
Non sto dalla parte dei poliziotti e non sto con gli Ultras.
Ho visto celerini caricare inutilmente e tifosi lanciare fumogeni, senza preoccuparsi di dove questi andassero poi a spegnersi.
Ho sentito parlare della morte di Paparelli, ho sentito cantare cori che speravano nel ripetersi di episodi simili.
Non ho fiducia in un cambiamento ma: ho visto in televisione partite di Champions League dove tifosi di squadre avversarie siedono tranquillamente gli uni accanto agli altri, dove ci sono persone pagate per vigilare sull’andamento dello uno spettacolo; ho visto sport violenti dove l’agonismo è una caratteristica positiva e il tifo non è una malattia.
Voglio andare allo stadio senza che ci sia bisogno di fare un minuto di silenzio.
Basta un morto per aprire gli occhi? Non credo.
Fermare tutto vorrebbe dire darla vinta a chi a quel gioco dice di crederci, ma poi non fa nulla per viverlo come tale.
Prodi afferma che: “Questa è l’ora della svolta, misure robuste e decisive”
No, presidente del Consiglio, è l’ora della pazzia.
E’ l’ora della morte di un ragazzo.
E’ l’ora in cui due bambini e una moglie rimangono da soli.
E’ l’ora in cui io non posso andare allo stadio per colpa di un gruppo di pazzi.
E’ ora che vi svegliate tutti.
Non possiamo imporre il calcio a nessuno, ma non possiamo neanche levarlo a chi ci crede e chi ama questo gioco perché lo vive come svago, passione e divertimento.