E’ bordeaux, lucida, ha una linea da donna, semplice ma molto bella. Ha un cestino nero ed è la mia bici. Un sogno che si avvera, o meglio un desiderio nascosto. Chi mi conosce, parenti compresi, si è chiesto per quale motivo una pigrona come me volesse la bici. E’ semplice, mi è sempre piaciuta ma di certo a Roma non è facile averne una e soprattutto poterla utilizzare con costanza.
Milano è piatta, anche troppo a volte, ma questo mi ha permesso di prendere la fatidica decisione di comprarmi una bicicletta.
Adoro andarci in giro, mi piace uscire da lavoro e sentire il freddo che mi gela le guance e il naso (ovviamente sono le uniche parti del corpo che non riesco a coprire per bene). Mi piace l’idea che mi bastano due pedalate per scaldarmi, che non devo più aspettare l’autobus e che posso passare in luoghi che forse non avrei neanche visto.
Come l’altro girono, quando mi sono presa la mattinata per girare nel Parco Sempione.
L’ho già detto, a me piace molto questo punto verde nella grigia Mialno perchè, anche se piccolo e imparagonabile alla bellezza delle tante ville romane, è rilassante e vivo. Girandolo ho scoperto la piccola biblioteca nascosta tra gli alberi, ho visto il campo da basket dove ragazzi e ragazze si sfidavano in un due contro due appassionante, ho visto cani di tutte le razze rincorrersi e un bulldogg come il mio guardarli indifferente e annoiato da tutto quel movimento. Ho visto nonne con i passeggini, vecchie coppie passeggiare a braccetto.
Non sono un’Alice nel paese delle meraviglie, ma il discorso è sempre lo stesso.
Quando abiti in un posto non te lo godi, pensi ci sia sempre tempo per scoprirlo (io sono entrata la prima volta nel Colosseo all’età di 19 anni). Quando ti trasferisci in una città nuova sei curioso di capire cosa ti circonda. Ogni giorno mi capita di incontrare qualcuno che mi chiede: ” Ma chi te lo ha fatto fare di venire a Milano. Ti piace?” Si, a me piace. O meglio, mi piace stare in questo momento della mia vita qui a Milano e fare quello che faccio. Mi trovo bene e sento che è un passaggio obbligato per crescere come persona, ma soprattutto per la mia professione. Non si può minimamente cercare di fare un paragone con Roma. Credo che nessuna città sia paragonabile a livello di bellezza storica alla mia cara capitale. Però vivere è un’altra cosa. La città non è la varibile essenziale, è solo qualcosa in più. Sono le persone, quello che fai, chi frequenti e come vivi che ti danno la giusta misura di una città . Ognuno ha la sua. Io e la mia bici stiamo molto bene, viaggiamo leggere sulla pista ciclabile e quando ci stancheremo troveremo un nuovo posto dove pedalare.
Non è un caso se il proverbio recita: “L’hai voluta la bicicletta? PEDALA!”
