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OzioAffaccendato

“Lo scrivere è un ozio affaccendato” Goethe

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Archive for Novembre, 2006

Nov-21-2006

pochi minuti su un vecchio tram

Posted by Ilaria Mazzarotta under Accadde, accade e accadrĂ , Oziare Viaggiando

Salgo sull?1 in Largo Cairoli. Ormai è già un?ora che giro tra un tram e l?altro. Nell?attesa mi fumo una sigaretta. Sono stanca, comincia a far freddo mentre l?ipod fa suonare i Rolling Stones nelle mie orecchie.
Arriva l?1, mi piace. Mi piacciono i vecchi tram di Milano, quelli in legno con le panchine ai lati del vagone. Mi piace stare uno a fianco all?altro e trovarmi difronte un?altra fila di passeggeri che come me cominciano un valzer di sguardi in giro per riconoscere i volti, studiare i movimenti. Non siamo seduti ognuno su un seggiolino, in fila indiana come su un treno. I vecchi tram accendono la mia curiosità, passo in rassegna i passeggeri finché m?imbatto in una bella borsa, molto maschile pur essendo a tracolla. Un borsa grande, marrone, di tela e cuoio. Seguo il profilo e mi ritrovo ad osservare le lunghe mani di un ragazzo che sfogliano The Inferno, di Dante. Lo guardo velocemente, senza dare nell?occhio. E? un bellissimo ragazzo, inglese, forse americano, legge serio e impegnato quei versi tradotti chissà come. Ogni tanto si porta alla fine del libro e sfoglia le note. Dev?essere difficile capire il Poeta in una lingua così moderna e sintetica. Mi accorgo che davanti a me una ragazza ha notato il mio gioco e quasi me ne vergogno, ma capisco che anche lei ha notato il ragazzo. E? bello, pulito, quelle facce da commedia americana. Capelli marroni, occhi stretti e qualche cicatrice sulle mani rosse e fredde. Fermata, Cadorna. Lui alza la faccia e mi dà modo di scrutarlo meglio, mentre cerca di sciogliere il collo incastrato da troppo tempo su quel libro. Sale una donna e si siede, nonostante fossimo molto vicini, tra me e lui. Non vale, lo ha fatto di proposito si capisce. Una donna: fede al dito, calze a rete nere, sulle quali noto un piccolo buco all?altezza del ginocchio e una borsa pelosa, marroncina veramente brutta. Come si fa a comprare una cosa del genere? Ecco, lo sapevo mi ha distratto, ma lui è ancora lì. All?altezza del Parco Sempione sale una nonna con il nipotino. E? bellissimo e seduto sul seggiolino si tiene al tubo di ferro mentre gioca a fare le bolle con la bocca. Le facevo anch?io penso, guardandolo, lui mi vede e come tutti i bambini distoglie lo sguardo con un sorrisino imbarazzato. Mi giro, l?americano sta riponendo il libro nella borsa dalla quale spuntano dei quadernoni rossi. Tira fuori una cartina di Milano, la stessa che ho anche io, quella grande e plastificata. Un?occhiata veloce. Sembra sapere bene dove deve andare, ma la prudenza non è mai troppa in una città che non si conosce. Corso Sempione, ormai è arrivata per me l?ora di scendere e lui ancora non si muove. Lo so, non lo rivedrò, ma lui mi guarda mentre mi alzo. Sono in piedi, davanti a lui, per un solo attimo i nostri occhi si incrociano, le porte si aprono, io scendo e lui prosegue la sua corsa in un vecchio tram milanese.

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Nov-19-2006

Bicicletta milanese

Posted by Ilaria Mazzarotta under Ozio personale

E’ bordeaux, lucida, ha una linea da donna, semplice ma molto bella. Ha un cestino nero ed è la mia bici. Un sogno che si avvera, o meglio un desiderio nascosto. Chi mi conosce, parenti compresi, si è chiesto per quale motivo una pigrona come me volesse la bici. E’ semplice, mi è sempre piaciuta ma di certo a Roma non è facile averne una e soprattutto poterla utilizzare con costanza.
Milano è piatta, anche troppo a volte, ma questo mi ha permesso di prendere la fatidica decisione di comprarmi una bicicletta.
Adoro andarci in giro, mi piace uscire da lavoro e sentire il freddo che mi gela le guance e il naso (ovviamente sono le uniche parti del corpo che non riesco a coprire per bene). Mi piace l’idea che mi bastano due pedalate per scaldarmi, che non devo piĂą aspettare l’autobus e che posso passare in luoghi che forse non avrei neanche visto.
Come l’altro girono, quando mi sono presa la mattinata per girare nel Parco Sempione.
L’ho giĂ  detto, a me piace molto questo punto verde nella grigia Mialno perchè, anche se piccolo e imparagonabile alla bellezza delle tante ville romane, è rilassante e vivo. Girandolo ho scoperto la piccola biblioteca nascosta tra gli alberi, ho visto il campo da basket dove ragazzi e ragazze si sfidavano in un due contro due appassionante, ho visto cani di tutte le razze rincorrersi e un bulldogg come il mio guardarli indifferente e annoiato da tutto quel movimento. Ho visto nonne con i passeggini, vecchie coppie passeggiare a braccetto.
Non sono un’Alice nel paese delle meraviglie, ma il discorso è sempre lo stesso.
Quando abiti in un posto non te lo godi, pensi ci sia sempre tempo per scoprirlo (io sono entrata la prima volta nel Colosseo all’etĂ  di 19 anni). Quando ti trasferisci in una cittĂ  nuova sei curioso di capire cosa ti circonda. Ogni giorno mi capita di incontrare qualcuno che mi chiede: ” Ma chi te lo ha fatto fare di venire a Milano. Ti piace?” Si, a me piace. O meglio, mi piace stare in questo momento della mia vita qui a Milano e fare quello che faccio. Mi trovo bene e sento che è un passaggio obbligato per crescere come persona, ma soprattutto per la mia professione. Non si può minimamente cercare di fare un paragone con Roma. Credo che nessuna cittĂ  sia paragonabile a livello di bellezza storica alla mia cara capitale. Però vivere è un’altra cosa. La cittĂ  non è la varibile essenziale, è solo qualcosa in piĂą. Sono le persone, quello che fai, chi frequenti e come vivi che ti danno la giusta misura di una cittĂ  . Ognuno ha la sua. Io e la mia bici stiamo molto bene, viaggiamo leggere sulla pista ciclabile e quando ci stancheremo troveremo un nuovo posto dove pedalare.
Non è un caso se il proverbio recita: “L’hai voluta la bicicletta? PEDALA!”

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Nov-18-2006

immagini che restano

Posted by Ilaria Mazzarotta under Oziare Viaggiando

Ne è passato di tempo ma ho avuto un po’ di confusione per la testa e tanto da fare.
Prima di tutto sono stata a Riva. Che meraviglia, a fine ottobre non ci ero ancora mai stata. Il cielo era ancora limpido e il freddo bussava solo alle ossa, senza voler entrare con forza.
Ho fatto un giro in bici in riva al lago. Da sola. Solo una barchetta, il lago piatto e la pace. L’odore di freddo e erba bagnata, qualche ragazzina bionda che corre con un papĂ  alla calcagna che cerca di recuperarla. Sul ponticello che porta verso il centro il sole mi ha colpito e riscaldato il naso congelato. I polmoni si sono rigenerati perchè sanno che quella sì…che aria buona!
Aria fresca che sa di estate, sempre, anche quando pensi che l’estate sia ormai finita da un pezzo.
Bello rivedere facce, luoghi. Risentire quei profumi e quei sapori. Farsi coccolare, passeggiare, ridere.
Ascoltare, ascoltare tutto, immagazzinare e vivere. Gestendo con calma tutto quello che ti circonda, cercando di incastrare gli appuntamenti, le persone e trascorrere con tutte il giusto tempo per non perdere mai dei rapporti che si trascinano ma che continuano a divertirmi.
A volte qualcuno riappare, altri spariscono ma a Riva ritrovo sempre, un pezzetto di me.
Amiche , amici, birre e sigarette. E’ quello che conta poi. No?

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Nov-1-2006

Così non vale

Posted by Ilaria Mazzarotta under Ozio Visto in piccolo

Mi sveglio, tardi, in un giorno di festa e ripenso a ieri sera, al fatto che in tv davano Top Gun e io l’ho pure scritto qui. Accendo la tv, di nuovo, questa volta solo per vedermi un telegiornale. Ahime, trovo solo il TGCOM.
Ultima notizia: Pamela Prati fa i complimenti a Madonna, lei vorrebbe adottarne tre di figli. Queste sì che sono notizie!
Penso, mi farò un caffè ma poi sullo schermo appare la scritta “secondo tempo”: di che? Flashdance.

Ma cacchio, ieri sera mi ero trattenuta perchè ho pensato che non potevo piangere l’ennesima volta per la morte di Goose e ora cosa mi ritrovo a fare, tra una fetta di pane, burro e marmellata, un succo d’arancia e un caffè?
Le lacrime scendono leggere su “What a feeling” e lui che l’aspetta con il cane fuori dal teatro dove lei, bravissima, ha appena realizzato il suo sogno. Continuo a ripetere che questi sono i film con cui sono cresciuta. Io e tante altre ragazze.
Mi chiedevo, chissĂ  quali sono i film di “formazione” dei ragazzi di oggi?
Non mi sembra si raggiunga il livello degli anni ‘80. Mi dispiace per loro.
Io almeno un po’ ho imparato a sognare.

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