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OzioAffaccendato

“Lo scrivere è un ozio affaccendato” Goethe

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Archive for Ottobre 24th, 2006

Ott-24-2006

ricetta pensata

Posted by Ilaria Mazzarotta under Dolce&Salato

Ma voi quando cucinate siete concentrati solo sugli ingredienti? Io non ci riesco. Per me cucinare è un antidoto antistress e soprattutto per avere le mani occupate?pensando. Tipo quando tempo fa facevo il Plum cake. Quella che segue l’ho scritta un po’ di tempo fa, ma sono sicura che ce ne scriverò altre…
La ricetta è vera e se riuscite a seguirla avrete ottimi risultati
?alla prossima ricetta pensata.

PLUM CAKE: 50gr. di mandorle e noci, 150 gr. di burro, una bustina di lievito per dolci, 200 gr. di zucchero, 300 gr. di farina, 2 cucchiai di rum, sale q.b., 5 uova, un limone e una arancia.

Impasta, dosa, monta a neve, aggiungi, glassa…Questo è il mio vocabolario antistress.
UNISCO I TUORLI CON LO ZUCCHERO E SBATTO CON LA FRUSTA FINCHE’ IL COMPOSTO NON DIVENTA BIANCO E SPUMOSO.
Credo che non lo vedrò mai più. Se voleva farsi sentire lo avrebbe già fatto.
SCIOLGO IL BURRO A BAGNO MARIA.
Che poi chi sarà questa Maria? Di sicuro lui la conosce, il bastardo!
UOVA E ZUCCHERO SON BEN MONTATI
Troppo montati. Ohi mica ce l?avete solo voi! Ilaria stai parlando con una crema per dolci. Torna in te! L?assaggio.
Mmmmh, il sapore di quando ero piccola e papà mi preparava lo zabaione. Com?era buono e come lo mangiavo volentieri. Uno zabaione che a quei tempi non si adagiava dolcemente sui fianchi, a meno che non ce lo spalmassi direttamente sopra.
VERSO I DUE CUCCHIAI DI RUM, (due cucchiai al plum cake, uno a me). IL BURRO SI È SCIOLTO, ORA LO AGGIUNGO ALLE UOVA CON LO ZUCCHERO, UNISCO ANCHE LA FARINA SETACCIATA E IL LIEVITO. GRATTUGIO LA SCORZA DEL LIMONE E DELL?ARANCIA E LA UNISCO AL COMPOSTO.
Profumo d?estate e limoni freschi. Menta, ghiaccio e già penso al mojito e a quella notte. Altro che ciotole sporche e piatti da lavare. Bagno di notte e gran sesso.
E INTANTO MONTO GLI ALBUMI A NEVE BEN FERMA, quanto vorrei andarmene un po? in montagna, magari in Trentino dove c?è l?aria buona. Certo che poteva farsi sentire, magari mi poteva invitare a sciare. Vin brulè, biscotti e una baita. No, questa volta non mi batte, vinco io e non lo chiamo più!
RIUNISCO TUTTI GLI INGREDIENTI, MESCOLO BENE E VERSO IN UN RECIPIENTE RIVESTITO CON CARTA DA FORNO. CI BUTTO LE NOCI, LE MANDORLE E FACCIO UN INCISIONE AL CENTRO. IN FORNO A 180° GRADI PER UN?ORA.
Sessanta minuti. Aiuto, troppo tempo devo assolutamente tenermi occupata mani e mente. Lo devo fare. Cacchio no, il telefono no. Non lo devi guardare, ferma, ferma??Ciao come stai? Ho fatto un plum cake ne vorresti una fetta??
E? PRONTO, SPOLVERIZZO CON ZUCCHERO A VELO

Ha vinto lui. La prossima volta preparerò qualcosa di più complicato!

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Ott-24-2006

Le buone maniere

Posted by Ilaria Mazzarotta under Oziare Viaggiando

Ma quando siete in treno o in aereo, UOMINI, vi alzate di corsa per aiutare una donna che cerca di prendere la sua valigiona incastrata nel portavalige? Oppure, ve ne state comodi in poltrona a guardarla stirarsi solo per vedere un po? del ventre scoperto dalla maglietta troppo corta?
Non ne posso più.
Nell?ultimo periodo mi è capitato spesso di fare Roma-Milano-Roma in treno. Lo faccio per piacere ma soprattutto perché a Milano comincia a fare un certo freschetto e io devo portare continuamente su la roba invernale. Si parla di valigie, non buste e bustine, VALIGIE!
A Roma di solito c?è il mio caro papà che mi aiuta ad incastrarle nella cappelliera dell?Eurostar. Quando arrivo a Milano, però, mi capita sempre la stessa storia, e non solo a me.
Mi alzo all?arrivo in stazione, mi allungo per prendere la valigia che il più delle volte è diventata un parte integrante della carrozzeria del treno e divento cinque centimetri più lunga per riuscire a prenderla. Io, oltretutto non sono bassa, le altre come fanno non lo so.
Fatto sta che con la coda dell?occhio mi guardo intorno e vedo uomini, ragazzi, chiamateli come vi pare, che mi guardano indifferenti e solo nell?istante in cui poggio a terra il ?mammozzone? mi chiedono: «Ha bisogno di una mano?».
Ma cavolo sei deficiente? Non vedi che ormai ho fatto? Non ci potevi pensare 10 secondi prima che mi venisse l?ernia e mi spezzassi due costole?
Non finisce qui. Una volta aperta la porta ci sono quei benedetti 3 gradini, che non sono facili da superare con: zaino in spalla, borsa, valigia con ruote e 2 sacche a tracolla (giuro l?ultima volta ero in queste condizioni). Sono in fila, sto per scendere, mi giro e guardo l?UOMO dietro me con lo sguardo di una che sta per chiedergli: «Per favore, mi passerebbe la valigia appena scendo?». Lui che fa? Tenta di superarmi, si riprende al volo intuendo la figuraccia che rischia di fare davanti a una ?giovin donzella? e poi mi dice: «Va, bene. Le passo la borsa, ma si sbrighi che ho fretta.»
COSA? Dico, la prossima volta buttami dal treno in corsa se ti do fastidio. Perché fanno tutti così? Non voglio tornare ai vecchi tempi, alle carrozze, agli uomini che aprono lo sportello, ma diamine un minimo di buon senso, gentilezza? compassione. Un minimo.
Fine dell?avventura.
Fine anche del cambio stagione.
Ora l?armadio è in ordine, sciarpe e cappelli sono ai blocchi di partenza.
Un?ultima precisazione: non siamo noi donne che ci siamo ?liberate? diventando più indipendenti, siete voi uomini che vi siete ?liberati? dalle buone maniere?la prossima che accadrà? Rutto libero!

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