Rockaz.net
Piazza Vittorio, attraversando i cancelli in ferro battuto è Enzimi Festival. Infopoint, ristoranti, una libreria, il cinema. Appena entrati, sulla destra, si trova uno dei luminosi stand arancioni, difficile da non notare. Un ragazzo alto e moro vende magliette “popâ€. Il suo nome è Hardo Rockaz, naturalmente un nome d’arte. Hardo Rockaz vuole mantenere un’identità nascosta, qualcosa però siamo riusciti a scoprirla. Partiamo dall’infanzia, perché Rockaz a 11 anni era un piccolo Zorro che seguiva la musica hip hop, andava sullo skate e guardava i film culto americani che qualsiasi writer che si rispetti ha visto almeno una volta nella vita: Wild Stile e Beat Street. Si firmava Zed: forse qualcuno il suo marchio l’ha trovato sul muro sotto casa o sulla metro che stava per prendere. Dall’88, per quasi cinque anni nella zona tra Eur e Spianceto, si aggirava con il suo gruppo e si esprimeva disegnando sui muri.
Il fenomeno dei writers nasce a New York, intorno agli anni ’70, come mezzo di espressione per i ragazzi dei ceti più bassi. Ci sono due “scuoleâ€: i writers, che puntano solo a coprire quanti più vagoni della metro sia possibile con i propri tag (le loro firme), usando uno stile veloce, per questioni di tempo, curati soprattutto nel lettering. Poi ci sono i graffitari, che ricoprono i muri delle periferie dando molta importanza al disegno, realizzando quasi dei veri e propri murales, delle vere e proprio scenografie metropolitane.
Il nostro Hardo Rockaz fa parte di questa secondo stile ma smette di fare il writer quando quest’attività comincia a diventare un fenomeno di massa. Cresce, comincia a lavorare e si appassiona di musica e cinema. Cambia il suo nome in Hardo Rockaz e comincia con la sua crew a progettare nuove forme di comunicazione. Nel ’96 nasce il progetto Rockaz®. Il termine deriva dallo slang rockers, gang inglese di appassionati di rock vissuti intorno a metà degli anni ’50. “To rockâ€: spaccare. I rockers sono un gruppo che “spacca†in senso figurato, cioè fanno qualcosa di innovativo. Disegnano ancora graffiti alla periferia di Roma (operazioni di writing soprattutto promozionali), effettuano sound system con diversi artisti romani, hanno uno studio di registrazione che produce musica, stanno per mettere on line un portale di divulgazione di eventi.
Per finanziare tutto ciò nasce l’idea delle magliette. Quelle che trovate nel primo stand a destra di Piazza Vittorio e che troverete in vendita on-line verso fine settembre sul sito www.rockaz.net.
Icone del cinema come Marlon Brando in “The Godfatherâ€, Al Pacino in “Scarfaceâ€, Uma Thurman in “Pulp Fiction†diventano i simboli della cultura pop. Colori sgargianti e stile graffitaro, schizzi nati dalla penna di Hardo Rockaz che digitalizzati diventano pezzi in serie limitata. Tra le magliette esposte ci sono anche i lavori di altri artisti: Vandals inside, Trustever, Roman Skateboard, Law and Order, Why Stile. Nuove firme di Roma, con un ricco background fatto di hip hop, rap, skateboard e fumetti.
Ilaria Mazzarotta
Per Enzimi 2004
